Tivat
Nel 1889 l'impero austro-ungarico scelse la baia riparata di Tivat per costruire il proprio arsenale navale, e da quel momento il...
Aggiornato il 8 luglio 2026
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Il racconto
La storia di Tivat
Dalle ville romane all'arsenale austro-ungarico
Le prime tracce di insediamento nella baia di Tivat risalgono all'epoca romana: resti di ville rustiche e pavimenti a mosaico, riportati alla luce in più occasioni nell'area urbana, testimoniano che la baia riparata era già apprezzata come luogo di residenza duemila anni fa. Nel Medioevo il territorio seguì le sorti delle Bocche di Cattaro, passando sotto l'influenza di Venezia per secoli: è a questo periodo che risalgono le case fortificate e le famiglie nobili, come i Buća e i Verona, che avrebbero poi segnato il volto della città con i loro possedimenti. La svolta arriva a fine Ottocento, quando l'Austria-Ungheria individua nella baia le condizioni ideali, acque profonde e riparate, per installarvi un arsenale della propria marina da guerra, dando a Tivat una vocazione militare che sarebbe durata oltre cent'anni.
Porto Montenegro e l'eredità della marina militare
Per gran parte del Novecento l'area dell'arsenale, ereditata dopo la Seconda guerra mondiale dalla marina jugoslava, rimase una zona militare chiusa, con moli, capannoni e sommergibili che pochissimi civili poterono mai vedere da vicino. Dopo la dismissione dei cantieri, all'inizio degli anni Duemila, un gruppo di investitori internazionali guidato dall'imprenditore canadese Peter Munk rilevò l'area e ne avviò la trasformazione in Porto Montenegro, marina aperta dal 2009 e oggi tra le più grandi d'Europa per capacità di ormeggio di superyacht. Il progetto ha conservato parte dell'archeologia industriale del vecchio arsenale, come la gru storica e alcuni edifici in pietra, inserendoli in un waterfront fatto di boutique, ristoranti, un museo navale e un quartiere residenziale che ha cambiato per sempre lo skyline della città.
Un aeroporto in città: Tivat porta d'accesso alle Bocche
Pochi centri turistici hanno un aeroporto internazionale a un passo dal centro come Tivat: lo scalo, nato come pista militare negli anni Sessanta e oggi secondo aeroporto del Montenegro per traffico dopo Podgorica, si trova a circa tre chilometri dalla città e a pochi minuti da Porto Montenegro. Nei mesi estivi accoglie voli diretti, spesso charter e stagionali, da numerose città europee, rendendo Tivat il punto di arrivo più comodo non solo per chi soggiorna qui, ma anche per chi è diretto a Kotor, Perast o Budva, tutte raggiungibili in meno di un'ora d'auto lungo le rive della baia. Questa vicinanza tra pista e mare è anche motivo di un certo fascino aeroportuale: gli aerei atterrano quasi radenti l'acqua, con le montagne del Lovćen sullo sfondo.
Luštica, la penisola che guarda l'Adriatico aperto
Di fronte a Tivat, separata dalla città da un braccio di mare che si attraversa in traghetto o in barca, si allunga la penisola di Luštica, un mondo più rurale e silenzioso fatto di uliveti secolari, sentieri di pietra e villaggi come Rose, un tempo borgo di pescatori e oggi meta per chi cerca calette isolate. All'estremità della penisola, dove la baia di Cattaro incontra il mare aperto, sorge l'isola fortificata di Mamula, costruita dagli austro-ungarici a metà Ottocento per difendere l'ingresso delle Bocche. Negli ultimi anni parte della costa di Luštica è stata interessata dallo sviluppo di Luštica Bay, un nuovo insediamento con marina e campo da golf, ma l'entroterra della penisola conserva ancora il ritmo lento delle campagne costiere montenegrine.
L'isola di San Marco, la pineta appartata della baia
Al largo di Tivat, coperta da una fitta pineta mediterranea, l'isola di San Marco è la più selvaggia delle due isole della baia. Utilizzata in passato come avamposto dalla marina asburgica e poi frequentata durante il periodo jugoslavo come ritiro riservato, l'isola ha mantenuto un carattere appartato che oggi la rende una meta ambita per chi arriva in barca da Porto Montenegro o dal lungomare cittadino. Le sue insenature rocciose e le piccole spiagge, raggiungibili solo dal mare, offrono acque limpide e un silenzio che contrasta volutamente con il fermento della marina di lusso poco distante: un'escursione di poche ore che permette di vedere Tivat da un'altra prospettiva, quella di chi la osserva dall'acqua.
L'isola dei Fiori, il giardino nato da un monastero
Collegata alla terraferma da un breve argine nei pressi di Seljanovo, l'isola dei Fiori sorge accanto ai resti dell'antico monastero benedettino di San Michele, sulla penisola di Prevlaka, un tempo sede episcopale delle Bocche di Cattaro. Nell'Ottocento la famiglia nobile Verona, imparentata con i Buća, trasformò l'isolotto in un parco all'inglese, piantandovi specie esotiche e subtropicali giunte da ogni angolo del Mediterraneo e oltre, e utilizzandolo come cimitero di famiglia immerso nel verde. Oggi il piccolo parco, con i suoi alberi ormai centenari e le tombe disseminate tra i sentieri, è uno dei luoghi più suggestivi e meno conosciuti della zona, un contrappunto silenzioso e botanico alla vita mondana della vicina marina.
Gradina, il parco ottocentesco tra i vecchi cantieri
Nel cuore della città, proprio accanto all'area un tempo occupata dai cantieri dell'Arsenal, si estende il parco di Gradina, polmone verde voluto anch'esso dalle famiglie Buća e Verona nell'Ottocento come giardino botanico privato. Sequoie, cedri del Libano, canfore e palme, alcune piantate oltre centocinquant'anni fa, convivono oggi in un parco pubblico che affianca il porticciolo storico e permette di passeggiare all'ombra a pochi passi dagli yacht di Porto Montenegro. È in questo intreccio, tra alberi monumentali e archeologia industriale dei vecchi cantieri navali riconvertiti, che si legge meglio la doppia identità di Tivat: città di marina militare diventata giardino e poi porto di lusso, senza mai perdere del tutto le tracce dei passaggi precedenti.
Le spiagge di Tivat, da Pržno a Plavi Horizonti
La baia di Tivat non è nota per grandi arenili, ma custodisce alcune spiagge che meritano una sosta: quella di Pržno, a pochi minuti dal centro, alterna sabbia e ciottoli in un tratto di costa tranquillo, frequentato più da famiglie del posto che da turisti di passaggio. Poco più lontano, verso l'apertura sul mare a sud della città, si trova Plavi Horizonti, la Baia Blu, una delle spiagge di sabbia più ampie e apprezzate di tutta la costa montenegrina, con acque basse adatte ai bambini. Chi preferisce l'acqua limpida e la solitudine può invece affidarsi alle piccole calette raggiungibili in barca lungo la costa di Luštica o intorno all'isola di San Marco.
Tra baia e retroterra: il paesaggio e la riserva di Solila
La baia di Tivat è la più aperta e meno frastagliata delle Bocche di Cattaro, con un fondale che degrada dolcemente e montagne che si tengono a maggiore distanza dal mare rispetto a Kotor o Perast, lasciando spazio a una piana costiera coltivata a olivi e vigneti. Proprio in questa piana, a ridosso dell'aeroporto, si trova la riserva naturale di Solila, un'area umida salmastra tra le poche rimaste sulla costa montenegrina, rifugio per aironi, garzette e, in alcune stagioni, per i fenicotteri di passaggio. È un paesaggio che sorprende chi si aspetta solo yacht e marine: pochi chilometri più in là rispetto a Porto Montenegro, la natura riprende il sopravvento in un angolo di costa ancora poco battuto.
I sapori delle Bocche: pesce, pršut e olio d'oliva
La cucina di Tivat racconta l'incontro tra mare e monte tipico di tutta la baia di Cattaro: il pesce e i frutti di mare, dalle cozze allevate nella baia stessa ai branzini alla griglia, si accompagnano spesso a piatti che arrivano dall'entroterra, come il pršut affumicato e il formaggio stagionato prodotti nei villaggi di montagna poco distanti. L'olio d'oliva, spremuto dagli ulivi secolari che punteggiano la penisola di Luštica, è ingrediente quasi quotidiano, così come il vino delle vicine colline, spesso a base del vitigno autoctono vranac. Nei ristoranti del centro storico o del lungomare di Gradina si trovano ancora trattorie di impostazione familiare accanto ai locali più curati nati con Porto Montenegro, due registri gastronomici che convivono senza troppe frizioni.
Quando andare e come vivere Tivat
La stagione migliore per visitare Tivat va da maggio a giugno e da settembre a inizio ottobre, quando il clima mediterraneo garantisce giornate calde e mare già gradevole senza il pieno affollamento di luglio e agosto, mesi in cui la città, e soprattutto Porto Montenegro, si riempie di visitatori ed eventi legati al mondo della nautica. In inverno la baia mantiene un clima mite rispetto al resto d'Europa, e il centro, con i suoi caffè lungo il porticciolo, resta vivibile anche fuori stagione, sia pure con ritmi molto più lenti. Un buon modo per vivere Tivat è alternare le ore al waterfront della marina con escursioni in barca verso le isole o verso Luštica, riservando una mezza giornata alla città vecchia di Kotor, raggiungibile in pochi minuti d'auto lungo la costa.
- Passeggiare tra gli yacht e i vecchi edifici dell'arsenale a Porto Montenegro
- Prendere una barca per l'isola di San Marco e le sue calette appartate
- Visitare il parco-cimitero dell'isola dei Fiori accanto al monastero di San Michele
- Attraversare in traghetto la baia verso la penisola di Luštica e il borgo di Rose
- Fare il bagno alla spiaggia di sabbia di Plavi Horizonti
- Osservare gli aironi nella riserva naturale di Solila, a due passi dall'aeroporto
- Cenare a base di pesce e pršut in una trattoria del centro storico
Domande frequenti
Come si arriva a Tivat?
Quando è il periodo migliore per visitare Tivat?
Cosa vedere a Tivat in un giorno?
Dove si parcheggia a Tivat?
Tivat è adatta a una vacanza con bambini?
Quanto tempo conviene restare a Tivat?
Come arrivare
- Aeroporto di Tivat (TIV), circa 3 km dal centro città
- Aeroporto di Podgorica, circa 65 km
- Tivat è collegata da strada costiera alla baia di Cattaro: Kotor è a circa 30-40 minuti d'auto, Budva a circa 40 minuti; per Luštica si può anche imbarcare l'auto sul traghetto di Lepetane-Kamenari.
- Nei mesi estivi, quando arrivano più voli charter e la marina è piena, prenotare in anticipo il traghetto per Luštica o l'escursione in barca alle isole evita lunghe attese.
Perfetto per
Porto Montenegro è tra le principali marine per superyacht d'Europa, con boutique, ristoranti e un museo navale nel cuore dell'ex arsenale.
L'isola di San Marco e l'isola dei Fiori offrono due esperienze opposte, pineta selvatica l'una, giardino botanico e memoria storica l'altra.
La riserva di Solila, poco fuori città, è un'oasi umida ideale per osservare aironi e uccelli migratori lontano dal fermento della marina.
Dall'arsenale austro-ungarico ai cantieri jugoslavi fino a Porto Montenegro, la città racconta un secolo di marina militare riconvertita.
Pesce della baia, pršut e formaggi di montagna, olio d'oliva di Luštica e vino vranac compongono una tavola che unisce costa ed entroterra.
Da vedere
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