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Bar è insolita tra le città della costa montenegrina: ha due volti, separati da appena quattro chilometri di distanza e da otto se...

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Bar è insolita tra le città della costa montenegrina: ha due volti, separati da appena quattro chilometri di distanza e da otto secoli di storia. C'è la Bar nuova, distesa lungo il mare con il porto più importante del paese e i traghetti che ogni giorno collegano il Montenegro all'Italia; e c'è Stari Bar, la città vecchia, arroccata su uno sperone roccioso ai piedi del monte Rumija, oggi un intrico silenzioso di mura, cisterne e chiese diroccate che assedi e abbandono hanno lentamente svuotato. Bizantini, principi serbi, veneziani e infine gli ottomani si sono succeduti su queste pietre per un millennio, lasciando ciascuno un segno riconoscibile: un campanile, una cisterna, una moschea. Quando il Montenegro riconquistò la città nel 1878, l'abitato antico era ormai troppo danneggiato per essere ricostruito, e la vita si trasferì verso la costa, dove nacque la Bar che conosciamo oggi, voluta in gran parte dal re Nicola I, che vi fece costruire un palazzo estivo circondato da piante esotiche mai viste prima in Montenegro. Poco fuori le mura di Stari Bar cresce ancora, indisturbato, un ulivo che secondo gli studiosi conta oltre duemila anni: probabilmente il testimone vivente più antico di tutta la regione adriatica. Tra il porto industriale, le spiagge di ciottoli che si susseguono a nord e a sud, e gli uliveti che salgono verso l'entroterra, Bar racconta il Montenegro meno patinato: quello dei traghetti, dei pescatori e dell'olio spremuto in casa.

Aggiornato il 8 luglio 2026

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Il racconto

La storia di Bar

Una storia lunga più di mille anni

Le prime tracce certe di un insediamento sullo sperone roccioso che oggi chiamiamo Stari Bar risalgono all'alto medioevo, quando le fonti bizantine citano il centro con il nome di Antibaris, "di fronte a Bari", in riferimento alla città pugliese che si intravede, nelle giornate più limpide, dall'altra sponda dell'Adriatico. Nei secoli successivi Bar entra nell'orbita dei sovrani serbi della dinastia Nemanjić, diventa sede di un arcivescovato cattolico e prospera come scalo commerciale tra l'entroterra balcanico e le rotte marittime. Nel 1443 passa sotto il controllo di Venezia, che ne rafforza le mura e i commerci, per poi cadere nel 1571 in mano ottomana: da qui inizia un periodo lungo oltre tre secoli, che lascia nella città vecchia moschee, un orologio pubblico e un tessuto urbano profondamente mutato rispetto al passato veneziano.

Stari Bar, la città che il tempo ha svuotato

A circa quattro chilometri dal mare, addossata a un colle ai piedi del Rumija, Stari Bar è oggi un sito archeologico a cielo aperto più che un paese: vicoli acciottolati che salgono tra case senza tetto, resti di una cattedrale, cisterne scavate nella roccia e un torrione dell'orologio che segnava le ore ai suoi ultimi abitanti ottomani. La città fu conquistata dalle truppe montenegrine nel 1878, al termine di un lungo assedio durante il quale buona parte dell'abitato venne danneggiata; da allora la popolazione si trasferì gradualmente verso la costa, lasciando che case e chiese si sgretolassero lentamente. Camminarci dentro, soprattutto nelle prime ore del mattino quando il sito è quasi deserto, restituisce la sensazione di un luogo sospeso tra epoche diverse, dove capitelli bizantini, archi veneziani e minareti convivono nello stesso muro.

L'ulivo di Mirovica, duemila anni in un solo tronco

A pochi passi dalle mura di Stari Bar, nel villaggio di Mirovica, cresce quello che è considerato uno degli alberi più antichi d'Europa: un ulivo il cui tronco, cavo e nodoso quanto un piccolo edificio, viene stimato dagli esperti in oltre duemila anni di vita. Nonostante l'età, la pianta continua a produrre olive ogni stagione, ed è diventata un simbolo informale della continuità della coltivazione dell'olivo in questa fetta di costa montenegrina, che vanta la più alta concentrazione di ulivi del paese. Non è un albero recintato e spettacolarizzato per i turisti, ma un patrimonio vivo che gli abitanti di Mirovica trattano con la naturalezza con cui si tratta un vicino di casa: motivo in più per visitarlo con lo stesso rispetto silenzioso.

Il porto di Bar e i traghetti per l'Italia

Il porto di Bar è il principale scalo marittimo del Montenegro, cuore dell'economia cittadina fin dai primi del Novecento e ulteriormente rafforzato dopo la Seconda guerra mondiale, quando divenne lo sbocco al mare dell'intera Jugoslavia interna. Nel 1976 fu completata la ferrovia Bar–Belgrado, un'opera di ingegneria che attraversa gole e montagne con decine di gallerie e viadotti, collegando il porto direttamente con il cuore dei Balcani. Ancora oggi dal terminal passeggeri partono i traghetti della compagnia Montenegro Lines verso Bari e Ancona, un collegamento marittimo diretto con l'Italia che rende Bar, per molti viaggiatori italiani, la prima porta d'accesso al Montenegro: si arriva di notte, con l'auto nella stiva, e ci si sveglia già in vista della costa balcanica.

Il palazzo di re Nicola e il suo parco

Fatto costruire nel 1885 come residenza estiva dal re Nicola I Petrović, il palazzo reale di Bar sorge vicino al mare, immerso in un parco che lo stesso sovrano volle arricchire con piante esotiche allora sconosciute in Montenegro: palme, magnolie, nespoli del Giappone e altre specie mediterranee e subtropicali portate da porti lontani grazie proprio ai commerci marittimi della città. L'edificio, sobrio ma elegante nelle proporzioni, ospita oggi il museo civico di Bar, che raccoglie reperti archeologici provenienti da Stari Bar e dal territorio circostante, tra cui mosaici e ceramiche di epoca romana e medievale, oltre a testimonianze della vita di corte montenegrina di fine Ottocento. È uno dei pochi luoghi della città nuova capaci di restituire un'idea concreta di quella stagione fondativa.

Il monte Rumija, la sentinella di pietra

Alle spalle di Bar si alza il Rumija, una dorsale calcarea che sfiora i 1.594 metri e separa nettamente la costa adriatica dal bacino del lago di Scutari. Per gli abitanti di Stari Bar è stato per secoli un punto di riferimento quasi sacro, citato in leggende locali come dimora di spiriti e pastori solitari; oggi è soprattutto meta di escursionisti, con sentieri che salgono tra rocce nude e macchia mediterranea fino a una cresta da cui lo sguardo abbraccia contemporaneamente il mare aperto e le acque interne del lago, un panorama a doppio orizzonte che poche montagne d'Europa offrono con altrettanta nettezza. La salita richiede gambe allenate e va affrontata preferibilmente nelle ore fresche, per l'assenza quasi totale di ombra sui versanti più esposti.

Le spiagge da Šušanj a Čanj

La costa attorno a Bar alterna arenili lunghi a piccole baie chiuse tra le rocce. A nord del centro si stende Šušanj, una spiaggia ampia di sabbia mista a ciottolo che è la più frequentata dai residenti per la sua vicinanza al lungomare cittadino. Verso sud, superato il promontorio, si apre Utjeha, una baia più raccolta e tranquilla, apprezzata da chi cerca meno affollamento. Proseguendo ancora si arriva a Čanj, forse la spiaggia più fotografata della zona: ciottoli bianchi, acqua turchese e uno scoglio isolato a poca distanza dalla riva, incorniciati da pareti calcaree che scendono quasi a picco sul mare.

  • Šušanj — spiaggia ampia, sabbia e ciottolo, a due passi dal centro
  • Utjeha — baia raccolta, più tranquilla, ideale per chi cerca calma
  • Čanj — ciottoli bianchi, acqua turchese e scogliera scenografica

Uliveti, olio e la cucina di Bar

Il territorio di Bar concentra il maggior numero di ulivi di tutto il Montenegro, alcuni secolari, coltivati su terrazzamenti che dalle pendici del Rumija scendono fino quasi al mare. L'olio extravergine locale, spesso prodotto da piccoli frantoi a conduzione familiare, è denso e leggermente piccante, ed è protagonista di una cucina che unisce influenze mediterranee e balcaniche: pesce fresco dell'Adriatico alla griglia, prosciutto affumicato d'entroterra, formaggi di pecora e verdure condite semplicemente con olio e limone. Nei mercati rionali di Bar non è raro trovare olive in salamoia preparate secondo ricette tramandate in famiglia, insieme a miele e distillati locali di erbe di montagna.

La vita popolare tra porto e uliveti

Bar è una città di lavoro portuale prima ancora che di villeggiatura, e questo si riflette nel suo ritmo quotidiano: al mattino presto il porto si anima di operatori e camion diretti verso l'entroterra serbo, mentre nei quartieri più vicini al centro la vita scorre attorno al mercato e ai piccoli bar affacciati sul lungomare. In autunno, con la raccolta delle olive, molte famiglie della zona si dedicano ancora oggi alla spremitura artigianale, un'attività che scandisce il calendario locale al pari delle festività religiose. È in questi mesi più silenziosi, lontani dal turismo balneare estivo, che la città rivela con più chiarezza la sua identità di porta commerciale e agricola del Montenegro.

Quando andare e come vivere la città

Il clima mediterraneo rende Bar piacevole da tarda primavera a inizio autunno, con l'estate che porta calore intenso ma anche il massimo affollamento del porto per via dei traghetti verso l'Italia. Maggio, giugno e settembre offrono mare già caldo, sentieri del Rumija più percorribili e una Stari Bar meno battuta dai gruppi organizzati. Chi ha solo una giornata a disposizione può visitare la città vecchia al mattino, fare tappa all'ulivo di Mirovica, pranzare a base di pesce e olio locale, e chiudere la giornata con un bagno a Čanj o a Šušanj: un itinerario compatto ma capace di restituire l'intera stratificazione, storica e naturale, di questo angolo di costa montenegrina.

  • Passeggiare tra le rovine di Stari Bar alle prime luci del mattino
  • Vedere da vicino l'ulivo millenario di Mirovica
  • Visitare il palazzo di re Nicola e il museo civico
  • Fare il bagno alla scogliera di Čanj
  • Salire sul monte Rumija per il panorama su mare e lago di Scutari
  • Imbarcarsi sul traghetto notturno per Bari o Ancona

Domande frequenti

Come si arriva a Bar dall'Italia?
Il modo più diretto è il traghetto Montenegro Lines da Bari o Ancona, che sbarca direttamente nel porto cittadino; in alternativa si vola su Podgorica o Tivat e si prosegue in auto o taxi.
Quanto dista Stari Bar dal centro moderno?
Circa 4 chilometri, collegati da strada e da linee di autobus locali; in auto si arriva in pochi minuti, ai piedi del monte Rumija.
Quando è il periodo migliore per visitare Bar?
Tarda primavera (maggio-giugno) e inizio autunno (settembre) offrono clima mite, mare caldo e meno affollamento rispetto al pieno agosto, quando il porto è più trafficato per i traghetti.
Bar è adatta a una visita in giornata?
Sì: città vecchia, ulivo di Mirovica, palazzo di re Nicola e una spiaggia come Šušanj o Čanj si possono vedere in un'unica giornata ben organizzata.
Dove si parcheggia per visitare Stari Bar?
All'ingresso del sito archeologico ci sono aree di sosta a pagamento gestite localmente; nei mesi estivi conviene arrivare presto per trovare posto con facilità.
Il Rumija è adatto a un'escursione con bambini?
I tratti bassi verso Stari Bar sono percorribili in famiglia, ma la salita alla cima è impegnativa e priva di ombra: consigliata a escursionisti già allenati.

Come arrivare

In aereo
  • Aeroporto di Podgorica (TGD) — circa 40 km, il più vicino
  • Aeroporto di Tivat (TIV) — circa 65-70 km, comodo per chi arriva dalla Baia di Cattaro
In treno
  • Stazione ferroviaria di Bar, capolinea della linea Bar–Podgorica–Belgrado
In auto
  • Bar si trova lungo la strada costiera Adriatica (Jadranska magistrala), ben collegata a nord con Budva e Cattaro e a sud con Ulcinj e il confine albanese.
Consiglio
  • Chi arriva in traghetto da Bari o Ancona sbarca direttamente nel porto cittadino, a pochi minuti a piedi dal centro: comodo per chi viaggia senza auto.

Perfetto per

Storia

Un millennio di dominazioni leggibile nelle pietre di Stari Bar, tra chiese, cisterne e moschee.

Natura

Dal Rumija alle spiagge di ciottoli, un paesaggio che passa dalla montagna al mare in pochi chilometri.

Gastronomia

Uliveti secolari e un olio extravergine che è il vero prodotto identitario della città.

Viaggio via mare

Il porto più importante del Montenegro e la rotta dei traghetti verso l'Italia.

Mare

Tre spiagge diverse per carattere — Šušanj, Utjeha e Čanj — a pochi minuti l'una dall'altra.

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