Petrovac
Sulla riviera di Budva, una diciassettina di chilometri più a sud, la costa si stringe intorno a una baia chiusa da un promontorio...
Aggiornato il 8 luglio 2026
Il racconto
La storia di Petrovac
Dal presidio romano alla fortezza veneziana
Prima di diventare una meta balneare, l'area di Petrovac era già abitata in epoca romana: nel 1902 furono rinvenuti i resti di una villa con un mosaico pavimentale databile al III secolo d.C., oggi conservato in un'area protetta nei pressi del centro, non lontano dai campi da tennis. Molti secoli più tardi, quando la costa entrò sotto il controllo della Repubblica di Venezia, fu costruita la fortezza che i locali chiamano Kastio, dall'italiano "castello": risale al 1420 e sorge su un piccolo promontorio roccioso che chiude la baia a ovest, con funzione di controllo del porto e difesa dalle incursioni piratesche e ottomane. Nel corso dei secoli la struttura ha cambiato uso più volte, fino a diventare oggi uno spazio per eventi estivi all'aperto, tra cui il cinema sotto le stelle; salire sulle sue mura resta il modo più diretto per avere una visione d'insieme della baia, degli isolotti antistanti e della spiaggia principale sottostante.
Le spiagge: Petrovac, Lučice e Buljarica
La spiaggia cittadina di Petrovac si estende per circa 700 metri di ghiaia fine e sabbia rossastra, delimitata da un lato dalla fortezza e dall'altro dal promontorio di Perazića Do. A pochi minuti a piedi, attraverso un sentiero panoramico che costeggia la costa rocciosa, si raggiunge Lučice, una caletta più piccola e riparata, circondata da pini e rocce, spesso meno affollata. In direzione sud, verso Buljarica, si apre invece una spiaggia lunga circa due chilometri, tra sabbia e ciottoli, alle spalle della quale scorre un piccolo corso d'acqua e resta ancora un'area in gran parte libera da edifici, frequentata soprattutto da chi cerca campeggio e spazio aperto.
Gli isolotti di Katič e Sveta Nedjelja
Davanti alla baia si trovano due isolotti che fanno parte del paesaggio identitario di Petrovac. Sveta Nedjelja è un isolotto naturale con una piccola cappella; la tradizione locale vuole che le donne del posto vi si recassero a nuoto per accendere una candela e propiziare la buona sorte in mare. Katič, poco più a nord, ospita anch'esso una cappella, fatta costruire nell'Ottocento da una famiglia di marinai locali e dedicata alla Madonna. Entrambi gli isolotti sono raggiungibili in barca o, con mare calmo, a nuoto dalla spiaggia principale, e restano tra i soggetti fotografici più riconoscibili della cittadina.
Il lungomare tra pini e locali
Uno dei tratti distintivi di Petrovac è la pineta che costeggia il lungomare, piantata nei primi decenni del Novecento durante il periodo austro-ungarico, quando la costa montenegrina cominciava a essere frequentata a scopo turistico sul modello di altre località adriatiche. Oggi quella fascia di pini offre ombra a una passeggiata che unisce il centro, la spiaggia e i sentieri verso Lučice, punteggiata da caffè, ristoranti di pesce e negozi, con un ritmo che resta comunque più contenuto rispetto alle località più mondane della riviera.
Un'atmosfera familiare, a pochi chilometri da Budva
Petrovac si è sviluppata come meta turistica soprattutto durante il periodo jugoslavo, quando divenne una destinazione balneare popolare tra le famiglie, complice la conformazione della baia riparata e la spiaggia poco profonda adatta ai bambini. A differenza di Budva, che negli ultimi decenni ha puntato su vita notturna e grandi resort, Petrovac ha mantenuto una scala più contenuta, con edifici bassi, pensioni a gestione familiare e un centro che si percorre interamente a piedi. Restano comunque appena una ventina di minuti d'auto a separarla da Budva, per chi vuole alternare le due atmosfere.
I dintorni: monasteri e paesi della Paštrovska Gora
L'entroterra alle spalle di Petrovac appartiene alla regione storica della Paštrovska Gora, punteggiata da monasteri ortodossi e piccoli borghi in pietra. Il più noto è il monastero di Reževići, di origine medievale, situato lungo la strada costiera verso nord in direzione di Sveti Stefan, immerso tra ulivi e cipressi. Poco più a sud, verso Bar, si trovano altri borghi collinari raggiungibili con brevi escursioni, che offrono un punto di vista diverso sulla costa rispetto a quello, ovviamente marittimo, della cittadina.
Quando andare
La stagione balneare a Petrovac va indicativamente da giugno a settembre, con il mare più caldo e le spiagge più frequentate a luglio e agosto, quando arrivano soprattutto famiglie e turisti balcani in vacanza. Giugno e settembre offrono temperature comunque adatte al bagno con meno affollamento e prezzi più contenuti. In bassa stagione, da ottobre a maggio, la cittadina si svuota quasi del tutto e molte attività legate al turismo chiudono, ma resta un'opzione per chi cerca passeggiate sul lungomare e visite ai dintorni con calma.
Domande frequenti
Petrovac è adatta a una vacanza in famiglia?
Quanto dista Petrovac da Budva?
Si può raggiungere a piedi la spiaggia di Lučice?
Gli isolotti di Katič e Sveta Nedjelja si possono visitare?
Qual è il periodo migliore per andare a Petrovac?
Petrovac ha vita notturna come Budva?
Come arrivare
- Aeroporto di Tivat (TIV), circa 18 km a nord
- Aeroporto di Podgorica (TGD), circa 65 km a est
- Nessuna stazione ferroviaria diretta a Petrovac: la linea Bar–Podgorica–Belgrado non tocca la cittadina, la stazione più vicina è a Bar
- Petrovac si trova lungo la Jadranska magistrala, la strada costiera che collega Budva a Bar; da Budva si impiega circa mezz'ora, da Bar circa venti minuti.
- In alta stagione conviene noleggiare un'auto o affidarsi ai bus di linea che collegano la costa, poiché i taxi possono avere tariffe più alte nei mesi di punta. Alcuni viaggiatori usano anche l'aeroporto di Dubrovnik, in Croazia, come alternativa per la costa montenegrina, pur essendo oltre confine.
Perfetto per
Ghiaia rossastra a Petrovac, ciottoli riparati a Lučice, sabbia aperta a Buljarica: tre spiagge diverse a pochi minuti l'una dall'altra.
Dal mosaico romano del III secolo alla fortezza veneziana Kastio del 1420, la baia conserva stratificazioni di secoli diversi.
Il lungomare tra i pini e il sentiero costiero verso Lučice offrono percorsi brevi ma panoramici lontano dalle auto.
Il monastero di Reževići e i borghi della Paštrovska Gora, nell'entroterra, aggiungono una prospettiva diversa da quella balneare.
Un centro a misura d'uomo, pensioni familiari e ritmi più lenti rispetto alla vicina Budva, pur restando a pochi chilometri da essa.