Nissaki
Nissaki prende il nome da un piccolo scoglio calcareo che affiora a pochi metri dalla riva, così vicino alla spiaggia da poter ess...
Aggiornato il 8 luglio 2026
In questa stagione · Luglio · Estate
Cosa fare a Nissaki adesso
Il racconto
La storia di Nissaki
Il nome, lo scoglio e la geografia del luogo
Il piccolo isolotto che dà il nome al villaggio è in realtà poco più di uno scoglio coperto di macchia bassa, separato dalla terraferma da un braccio di mare poco profondo che i bagnanti attraversano a nuoto o in pedalò nelle giornate calme. Attorno a esso si apre la baia di Nissaki, stretta tra promontori rocciosi ricoperti di ulivi e cipressi, con la spiaggia di ciottoli bianchi che scende ripida verso un'acqua trasparente e profonda già a pochi metri dalla riva. Il villaggio vero e proprio si sviluppa in due nuclei: uno in basso, addossato alla costa, con le poche taverne e i piccoli moli in legno; l'altro più in alto, lungo la vecchia strada panoramica per Kassiopi, dove sorgono ville e residenze immerse nel verde.
Corfù nella storia: dai Corinzi ai Veneziani

Per comprendere Nissaki occorre inquadrarla nella lunga storia di Corfù, colonizzata già nell'VIII secolo a.C. dai coloni corinzi che vi fondarono Corcira, una delle poleis più potenti e contese del mondo greco antico, protagonista di scontri navali con la madrepatria Corinto che secondo Tucidide contribuirono a innescare la guerra del Peloponneso. Attraverso il dominio bizantino, le incursioni normanne e angioine, l'isola arrivò nel 1386 sotto il controllo della Repubblica di Venezia, che vi restò per oltre quattro secoli, fino al 1797. Fu Venezia a lasciare l'impronta più profonda: le due fortezze di Corfù città, gli ulivi piantati a milioni per obbligo dei governatori, l'architettura veneziana del centro storico e persino l'uso della lingua italiana come idioma delle classi colte sono eredità di quei secoli, mai cancellate dalle dominazioni successive.
Dal dominio francese al protettorato britannico
Dopo la caduta della Serenissima, Corfù passò brevemente sotto la Francia rivoluzionaria, poi fu capitale della breve Repubblica Settinsulare sotto protezione russo-ottomana, quindi tornò francese con Napoleone, che vi costruì la nuova fortezza e le difese moderne. Nel 1815, dopo il Congresso di Vienna, le Isole Ionie divennero un protettorato britannico: gli inglesi costruirono strade, l'acquedotto, il primo teatro e persino diffusero il cricket, sport che si gioca ancora oggi nella spianata di Corfù città. Il protettorato durò fino al 1864, quando le isole furono cedute al Regno di Grecia come dono nuziale in occasione dell'incoronazione di re Giorgio I. Fu proprio l'eredità britannica, unita al fascino paesaggistico della costa nord-orientale, a rendere zone come Nissaki, Kalami e Kassiopi mete privilegiate dei viaggiatori d'oltremanica fin dal primo Novecento.
Il massiccio del Pantokrator e l'entroterra

Alle spalle di Nissaki si innalza il Pantokrator, la montagna più alta di Corfù con i suoi 906 metri, il cui nome deriva dal monastero dedicato a Cristo Pantocratore che ne corona la vetta. Le pendici che scendono verso la costa sono ricoperte da uliveti secolari, alcuni con tronchi contorti che superano i quattro o cinque secoli di vita, intervallati da boschetti di cipressi e da terrazzamenti a secco costruiti dai contadini nei secoli veneziani per guadagnare terra coltivabile sui pendii ripidi. I villaggi dell'entroterra, come Nissaki Chorio più in alto, conservano un carattere rurale quasi immutato, con piccole chiese bizantine, fontane pubbliche e un ritmo di vita scandito dalla raccolta delle olive più che dal turismo costiero.
La spiaggia di Nissaki
La spiaggia principale di Nissaki è una lingua di ciottoli bianchi e levigati che si stringe tra due promontori rocciosi, con un fondale che digrada rapidamente regalando un'acqua di un turchese intenso, tra i più limpidi di tutta la costa nord-orientale. Non è una spiaggia lunga né attrezzata su grande scala: poche file di lettini, un paio di taverne con i tavoli quasi sui piedi nell'acqua, il rollio delle barche da pesca ormeggiate a poca distanza. Proprio di fronte, l'isolotto che dà il nome al villaggio invita a una nuotata più impegnativa, mentre verso nord, raggiungibili a piedi o in barca, si aprono piccole calette più appartate, apprezzate da chi cerca un bagno lontano dai sentieri più battuti.
Kalami e la Casa Bianca dei fratelli Durrell

Pochi minuti a nord di Nissaki si trova Kalami, piccola baia resa celebre dalla famiglia Durrell, che vi soggiornò negli anni Trenta del Novecento. La "Casa Bianca" sulla punta della baia fu l'abitazione dello scrittore Lawrence Durrell, mentre il fratello minore Gerald, futuro naturalista e fondatore dello zoo di Jersey, raccontò proprio queste coste nel celebre memoir d'infanzia "La mia famiglia e altri animali", diventato negli anni un classico della letteratura di viaggio e ispirando serie televisive e un turismo letterario ancora oggi vivo. La casa, oggi trasformata in parte in taverna e appartamenti, resta una tappa quasi obbligata per chi ama ripercorrere i luoghi raccontati nei libri, passeggiando lungo la stessa insenatura di ciottoli e acqua cristallina descritta ottant'anni fa.
Kouloura, il porticciolo da cartolina
Ancora più a nord, oltre Kalami, si incontra Kouloura, minuscola baia a ferro di cavallo che molte guide fotografiche indicano come uno dei punti più suggestivi dell'intera isola: un piccolo molo veneziano, due o tre taverne di pesce, cipressi che si specchiano nell'acqua e, alle spalle, un antico agrumeto appartenuto a una famiglia nobile dell'isola. Non ci sono spiagge vere e proprie, solo scogliere basse da cui tuffarsi, ma è uno dei luoghi più fotografati di Corfù al tramonto, quando le barche da pesca colorate si stagliano contro la luce dorata e le montagne dell'Epiro albanese si tingono di rosa sull'altra sponda del canale.
Agios Stefanos e Barbati

Verso sud, in direzione di Corfù città, la costa regala altre due tappe complementari a Nissaki. Barbati è una spiaggia lunga di ciottoli e ghiaia fine, più ampia e attrezzata, dominata dalla sagoma rocciosa del monte Zervos e frequentata soprattutto da famiglie per i fondali dolci vicino riva. Agios Stefanos, da non confondere con l'omonimo villaggio della costa nord-occidentale, è un piccolo borgo di pescatori con un porticciolo naturale e traghetti stagionali per Paxos e Antipaxos, le isole minori a sud che restano una delle escursioni in barca più richieste da chi soggiorna lungo questa costa.
Kassiopi, il villaggio-castello a nord
A una decina di chilometri da Nissaki, Kassiopi chiude idealmente la costa nord-orientale con il suo castello bizantino-veneziano in rovina, costruito su un promontorio che domina due baie gemelle. Già in epoca romana Kassiopi ospitava un tempio dedicato a Giove, visitato secondo la tradizione anche dall'imperatore Nerone; nel Medioevo la fortezza fu contesa da Angioini e Veneziani prima di essere in parte smantellata dagli stessi veneziani per timore che potesse essere usata contro di loro. Oggi il borgo, con il suo porticciolo pieno di caicchi e la piazza animata la sera, è il centro più vivace di tutta l'area, meta di chi cerca vita notturna e ristoranti oltre al mare.
Corfù città, il capoluogo patrimonio dell'umanità

A circa venticinque chilometri a sud, Corfù città (Kerkyra) è il naturale punto di riferimento per chi soggiorna a Nissaki: il centro storico, con le sue strette "kantounia" veneziane, la Spianata erbosa, il palazzo dei Santi Michele e Giorgio in stile georgiano e le due fortezze, vecchia e nuova, è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2007 proprio per l'eccezionale stratificazione di influenze veneziane, francesi e britanniche rimaste intatte. Vale la pena dedicarle almeno una giornata intera, tra la chiesa di San Spiridione con le sue reliquie venerate in tutta la Grecia, il mercato coperto e i caffè sotto i portici del Liston, costruiti nell'Ottocento a imitazione di Rue de Rivoli a Parigi.
Tradizioni, sapori e cultura popolare
La cucina di quest'area unisce la tradizione greca a quattro secoli di contaminazione veneziana e italiana, visibile in piatti come il sofrito, fettine di vitello in salsa d'aglio e aceto, il pastitsada, un ragù speziato con pasta tubolare che ricorda i sughi italiani, e il bourdeto, pesce in umido con paprika piccante. Le taverne di Nissaki, Kalami e Kouloura servono pesce freschissimo, spesso pescato dalle stesse barche ormeggiate davanti al tavolo, accompagnato dall'olio locale, ottenuto dagli ulivi piantati proprio in epoca veneziana. Nei villaggi dell'entroterra sopravvivono feste religiose legate al calendario ortodosso, con processioni delle icone e bande di paese, mentre a Corfù città la settimana di Pasqua è celebre in tutta la Grecia per il lancio dei "botides", grandi brocche di terracotta infrante dai balconi al passaggio della processione del Sabato Santo.
- Nuotare fino all'isolotto di Nissaki e tornare a riva
- Visitare la Casa Bianca dei Durrell a Kalami
- Cenare a Kouloura guardando il tramonto sull'Epiro
- Salire al villaggio di Nissaki Chorio tra gli uliveti secolari
- Esplorare il castello bizantino-veneziano di Kassiopi
- Prendere il traghetto stagionale per Paxos e Antipaxos da Agios Stefanos
- Dedicare una giornata al centro storico UNESCO di Corfù città
- Fare snorkeling nelle piccole calette a nord della baia
Quando andare e come vivere il luogo

La stagione balneare a Nissaki va indicativamente da maggio a ottobre, con il mare già gradevole a fine primavera e ancora caldo in autunno inoltrato. Luglio e agosto portano il pieno affollamento lungo tutta la costa nord-orientale, con traffico sulla strada panoramica verso Kassiopi nelle ore serali; chi cerca un'atmosfera più tranquilla farà bene a orientarsi su giugno o settembre, quando le taverne restano aperte ma le spiagge sono meno affollate e le temperature comunque estive. L'inverno, come in gran parte delle Ionie, è piovoso e molte strutture turistiche chiudono del tutto, rendendo la zona una meta quasi esclusivamente stagionale, da vivere con il ritmo lento di chi sceglie una baia per restarci più giorni, non solo per attraversarla.
Domande frequenti
Come si arriva a Nissaki da Corfù città?
Qual è il periodo migliore per visitare Nissaki?
Cosa vedere in una sola giornata nella zona?
Dove si parcheggia a Nissaki?
Nissaki è adatta alle famiglie con bambini?
Si possono raggiungere Paxos e Antipaxos da qui?
Come arrivare
- Aeroporto Internazionale di Corfù "Ioannis Kapodistrias" (CFU), circa 30 km
- Dalla città di Corfù seguire la strada costiera verso nord in direzione Kassiopi, superando Kondokali, Dassia e Barbati; circa 25 km, 35-40 minuti in auto.
- La strada panoramica è stretta e tortuosa in alcuni tratti: guidare con prudenza, specialmente nelle ore serali estive quando il traffico verso i ristoranti aumenta.
Perfetto per
Acque turchesi e trasparenti, isolotto raggiungibile a nuoto e calette appartate lungo la costa.
Duemilacinquecento anni di storia tra colonie greche, dominio veneziano e protettorato britannico.
I luoghi raccontati dai fratelli Durrell, da Kalami alla Casa Bianca.
Taverne di pesce e piatti dal sapore veneziano come pastitsada e sofrito.
Uliveti secolari, cipressi e il massiccio del Pantokrator alle spalle della costa.
Da vedere