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Kalamaki

Ogni notte, tra maggio e ottobre, quando gli ultimi bagnanti hanno lasciato la spiaggia, alcune femmine di caretta caretta risalgo...

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Ogni notte, tra maggio e ottobre, quando gli ultimi bagnanti hanno lasciato la spiaggia, alcune femmine di caretta caretta risalgono lentamente la sabbia di Kalamaki per scavare il nido e deporre le uova. Non accade in un angolo remoto e disabitato, ma a pochi passi dagli ombrelloni di uno dei villaggi più frequentati della baia di Laganas, sulla costa meridionale di Zante, l'isola ionica che i greci chiamano ancora con il suo nome antico, Zacinto. È forse il tratto più caratteristico di Kalamaki: un luogo dove il turismo di massa convive, per legge e per abitudine, con uno dei siti di nidificazione di tartarughe marine più importanti del Mediterraneo, protetto dal Parco Nazionale Marino istituito nel 1999. Ma la storia di Kalamaki non comincia con il turismo. Il nome stesso rimanda ai canneti che un tempo crescevano alla foce dei torrenti locali, in un paesaggio agricolo di ulivi e vigne di uva passa che per secoli ha rappresentato la vera economia dell'isola, prima sotto il dominio di Venezia, che governò Zante per oltre trecento anni, poi sotto quello britannico, fino all'unione con la Grecia nell'Ottocento. Il terremoto del 1953 cambiò il volto dell'isola e, in pochi decenni, trasformò anche questo borgo di pescatori in una delle mete balneari più amate della costa meridionale, senza cancellarne il legame con la terra, le tradizioni e le tartarughe che ogni estate tornano a nidificare sulla sua sabbia.

Aggiornato il 8 luglio 2026

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Il racconto

La storia di Kalamaki

Dalle canne al leone di San Marco: le origini di Kalamaki

Il nome Kalamaki richiama i kalami, le canne che un tempo crescevano fitte alla foce dei torrenti che scendono verso il golfo di Laganas, nella costa meridionale di Zante, isola già citata da Omero tra i regni legati a Ulisse. Prima di diventare meta balneare, Kalamaki era un piccolo insediamento di pescatori e contadini, satellite del villaggio più grande di Laganas, con case basse sparse tra vigne e uliveti. La sua storia si intreccia con quella dell'intera isola, terra di confine tra mondo greco e mondo latino, passata nei secoli sotto Bizantini e Angioini e infine, per oltre trecento anni, sotto la Repubblica di Venezia.

Dal 1484 al 1797 Zante fu possedimento della Serenissima, che la soprannominò 'Fior di Levante' per la fertilità dei suoli e la ricchezza dei commerci di olio, vino e uva passa. L'eredità veneziana si legge ancora nel dialetto locale, punteggiato di termini italiani, nell'architettura delle ville nobiliari sparse nell'entroterra e nella convivenza tra riti cattolico e ortodosso, rara altrove in Grecia. Caduta Venezia, l'isola passò brevemente sotto Francia e Russia, poi fu protettorato britannico dal 1815 al 1864, anno dell'unione con il Regno di Grecia. Anche Kalamaki, pur restando un borgo marginale rispetto al capoluogo, beneficiò di questi decenni di scambi: le famiglie contadine della zona vendevano uva passa ai mercanti inglesi imbarcata dal porto di Zante verso i mercati del Nord Europa.

Il terremoto del 1953 e la nascita del turismo balneare

Il 12 agosto 1953 una sequenza di terremoti devastò le isole Ionie, e Zante fu tra le più colpite: nel giro di poche ore la città capoluogo, ricca di palazzi veneziani e chiese barocche, fu quasi interamente distrutta dagli incendi seguiti alle scosse. La ricostruzione, avvenuta con criteri antisismici e in stile più sobrio, cambiò il volto dell'isola. Fu proprio nei decenni successivi, tra gli anni Settanta e Ottanta, che i villaggi costieri della baia di Laganas, tra cui Kalamaki, iniziarono a trasformarsi: le case dei contadini lasciarono spazio a piccoli alberghi a conduzione familiare, e il turismo balneare divenne la nuova economia, affiancando senza cancellare le colture tradizionali dell'entroterra.

Il Parco Nazionale Marino di Zante e la spiaggia di Kalamaki

La spiaggia di Kalamaki, oltre un chilometro di sabbia dorata digradante verso un mare basso e turchese, fa parte del Parco Nazionale Marino di Zante, istituito nel 1999 a tutela della baia di Laganas: qui si trova una delle colonie di nidificazione della tartaruga caretta caretta più importanti del Mediterraneo. Da maggio a ottobre le femmine risalgono la spiaggia di notte per deporre le uova, e la sabbia viene punteggiata da nidi segnalati e sorvegliati dai volontari dell'associazione Archelon. Le regole sono precise e vanno rispettate: gli ombrelloni si rimuovono al tramonto, le luci artificiali sulla battigia sono vietate, le imbarcazioni rallentano al largo. È una convivenza quotidiana tra turismo e natura che rende Kalamaki un caso studiato in tutta Europa.

Marathonisi e le grotte di Keri

A breve distanza in barca da Kalamaki si raggiunge Marathonisi, isolotto disabitato che dall'alto ricorda la sagoma di una tartaruga e che, non a caso, ospita a sua volta spiagge di nidificazione protette: ci si arriva solo con le tradizionali imbarcazioni a fondo piatto, ed è vietato sbarcare nelle ore serali. Più a sud, al capo di Keri, la costa si fa rocciosa e le acque scavano grotte marine dai riflessi turchesi, esplorabili in barca nelle giornate calme; già Erodoto raccontava di sorgenti di bitume naturale che affiorano dal terreno in questa zona, un fenomeno geologico raro documentato fin dall'antichità. Il faro di Keri, su un promontorio a picco sul mare aperto, è il punto dell'isola dove il tramonto si ammira senza ostacoli, con lo Ionio che si tinge di rosso fino a Cefalonia.

Vasilikos e Laganas, i dintorni di Kalamaki

Subito a est di Kalamaki si allunga la penisola di Vasilikos, la più verde e meno urbanizzata della zona: pinete che scendono fino alla battigia, calette come Porto Roma, Agios Nikolaos e Banana Beach, quest'ultima nota per le acque basse adatte alle famiglie. A ovest, invece, Laganas è il centro più grande della baia, con un lungomare di locali, ristoranti e vita notturna che attira soprattutto un pubblico giovane. Kalamaki si trova esattamente a metà tra questi due mondi e ne rappresenta una sintesi più quieta: abbastanza vicina a Laganas per un'uscita serale, abbastanza raccolta da restare, di giorno, un villaggio a misura di famiglia.

Sapori, uva passa e le kantades zacinzie

La cucina zacinzia racconta la storia dell'isola quanto i suoi monumenti: i sartsokeftedes, polpette di carne in salsa di pomodoro speziata, sono un piatto quasi identitario, insieme al ladotyri, formaggio stagionato sott'olio, e ai dolci a base di uva passa di Corinto, coltivata da secoli sui terrazzamenti dell'entroterra e un tempo voce principale dell'export locale. Da provare anche il mandolato, torrone morbido di miele e mandorle di origine veneziana, e il liquore Verde di Zante, a base di erbe e agrumi. Sul piano musicale, l'isola ha dato vita alle kantades, serenate a più voci accompagnate da chitarra e mandolino, nate dall'incontro tra tradizione popolare greca e bel canto italiano portato dai veneziani: si ascoltano ancora nelle feste patronali, come quella di San Dionisio, patrono dell'isola, il 24 agosto.

  • Un'uscita in barca a Marathonisi per osservare da vicino l'isola delle tartarughe
  • Le grotte di Keri e il tramonto dal faro, tra i più spettacolari dello Ionio
  • Una giornata alle spiagge della penisola di Vasilikos, da Porto Roma a Banana Beach
  • La passeggiata serale a Laganas, a pochi minuti da Kalamaki
  • Una degustazione di mandolato e liquore Verde nelle botteghe locali
  • Una visita in maggio-giugno o settembre, quando le tartarughe nidificano o le uova si schiudono, lontano dalla folla di agosto

Domande frequenti

Come si arriva a Kalamaki?
L'aeroporto di Zante 'Dionysios Solomos' dista circa 3 km, pochi minuti in taxi o autobus; in alternativa si arriva in traghetto al porto di Zante città e poi in auto o bus locale, circa 9 km.
Qual è il periodo migliore per visitarla?
Maggio-giugno e settembre offrono mare caldo, meno folla e la possibilità di osservare la nidificazione o la schiusa delle tartarughe; luglio e agosto sono i mesi più affollati e caldi.
Cosa vedere in una giornata a Kalamaki?
Spiaggia al mattino presto, gita in barca a Marathonisi, pranzo a Laganas, tramonto alle grotte e al faro di Keri.
Dove si parcheggia?
Ci sono parcheggi gratuiti non custoditi lungo la strada che costeggia la spiaggia e presso gli hotel; in alta stagione conviene arrivare presto o muoversi a piedi o in bici dal villaggio.
È una meta adatta alle famiglie con bambini?
Sì, il mare è basso e sabbioso per un lungo tratto, ma vanno rispettate le regole del parco marino, come ombrelloni rimossi al tramonto e niente giochi vicino ai nidi segnalati.
Si possono portare animali in spiaggia?
Nella zona di nidificazione l'accesso con cani non è generalmente consentito nei mesi estivi: conviene verificare le indicazioni stagionali affisse sulla spiaggia o chiedere in hotel.

Come arrivare

In aereo
  • Aeroporto Internazionale di Zante 'Dionysios Solomos' (ZTH), circa 3 km da Kalamaki
In auto
  • Da Zante città si seguono le indicazioni per Laganas/Kalamaki, circa 9 km lungo una strada che attraversa l'entroterra agricolo dell'isola; nei mesi estivi il villaggio è collegato anche da autobus locali KTEL.
Consiglio
  • In alta stagione l'aeroporto è a pochi minuti di taxi: prenotare il trasferimento in anticipo evita attese nelle ore di punta dei voli charter.

Perfetto per

Mare

Acque basse e sabbia dorata, ideali per famiglie e per chi cerca un bagno tranquillo lontano dalla mondanità di Laganas.

Natura

La spiaggia fa parte del Parco Nazionale Marino di Zante ed è uno dei principali siti di nidificazione della caretta caretta nel Mediterraneo.

Cultura

Secoli di dominazione veneziana hanno lasciato un'impronta nel dialetto, nella musica delle kantades e nell'architettura dell'entroterra.

Gusto

Uva passa, mandolato e liquore Verde raccontano una tradizione gastronomica che unisce influenze greche e italiane.

Tramonti

Le grotte e il faro di Keri, a pochi minuti d'auto, regalano uno dei tramonti più ammirati dello Ionio.

Da vedere

Da vedere a Kalamaki