Kea
A poco più di un'ora di traghetto dal porto di Lavrio, sulla costa sud-orientale dell'Attica, si trova un'isola che molti ateniesi...
Aggiornato il 10 luglio 2026
Kea
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Il racconto
La storia di Kea
Quattro città-stato e due grandi poeti dell'antichità
Nell'antichità Kea non era un'unica comunità ma un arcipelago di potere diviso in quattro città-stato indipendenti: Ioulis, Karthaia, Koressia e Poiessa, ciascuna con propria moneta e proprio governo, un caso raro tra le isole cicladiche di dimensioni contenute. Questa vivacità politica si accompagnò a un fermento culturale che diede i natali, tra VI e V secolo a.C., ai poeti Simonide e Bacchilide, tra le voci più influenti della lirica greca arcaica. In epoca ellenistica e romana l'isola mantenne un ruolo commerciale legato alla sua posizione strategica verso l'Attica, per poi attraversare, come le altre Cicladi, dominazioni bizantine, veneziane e ottomane, fino all'indipendenza greca del XIX secolo.
Ioulida, la Chora costruita per non essere vista dal mare
A differenza della maggior parte delle Chora cicladiche, affacciate sul porto, Ioulida sorge nell'entroterra, adagiata su una sella tra due colline e completamente invisibile dalla costa: una scelta urbanistica precisa, pensata per sfuggire agli sguardi dei pirati che per secoli hanno minacciato le isole dell'Egeo. Il risultato è un paese che si arrampica a gradoni su se stesso, con archi in pietra che collegano le case sopra i vicoli, scalinate ripide e nessuna strada percorribile in auto nel nucleo più antico. Passeggiare a Ioulida significa perdersi volentieri tra botteghe, chiesette bizantine e terrazze panoramiche, in un impianto urbano che ha conservato quasi intatta la propria struttura medievale.
Il Leone di Kea, scolpito nella roccia
Poco fuori Ioulida, lungo un sentiero tra la vegetazione, si trova una delle sculture più antiche e sorprendenti delle Cicladi: il Leone di Kea, un enorme felino arcaico scolpito direttamente nella roccia calcarea intorno al VI secolo a.C. Lungo circa sei metri, il leone è scavato in bassorilievo nel basamento naturale e presenta un'espressione stilizzata tipica della scultura arcaica greca, con la criniera resa da incisioni geometriche. Le ipotesi sulla sua funzione originaria restano diverse, da guardiano simbolico della città a monumento votivo, ma la sua presenza solitaria in mezzo alla macchia mediterranea, priva di recinzioni o strutture invasive, resta uno degli incontri più suggestivi che l'isola regala ai visitatori.
I sentieri lastricati, un'eredità di secoli di cammino
Kea conserva una delle reti di sentieri lastricati (kalderimia) meglio preservate di tutte le Cicladi, decine di chilometri di percorsi in pietra che un tempo collegavano i villaggi dell'isola e servivano al trasporto di merci a dorso di mulo. Costruiti in epoche diverse, alcuni con basamenti che risalgono all'antichità, questi sentieri attraversano oggi terrazzamenti, boschi di quercia e piccole valli, offrendo un modo di esplorare l'isola completamente diverso dalla strada asfaltata. La rete, segnalata e mantenuta da associazioni locali, è diventata negli ultimi anni un punto di riferimento per gli escursionisti che visitano le Cicladi proprio per camminare, più che per il mare.
Le querce di vallonia e il commercio delle ghiande
Kea è una delle poche isole cicladiche dominata non da ulivi ma da boschi di quercia di vallonia, un albero che produce grandi ghiande dal cappuccio ruvido un tempo fondamentali per l'economia locale: le ghiande, ricche di tannino, venivano raccolte ed esportate per la concia delle pelli, un'attività che per gran parte dell'Ottocento e del primo Novecento garantì all'isola un benessere relativo raro tra le Cicladi minori. Oggi i boschi di quercia, che coprono ampie porzioni dell'entroterra, contribuiscono a un paesaggio più verde e ombreggiato rispetto alla media cicladica, e restano parte integrante dell'identità agricola dell'isola, anche se il commercio delle ghiande si è ormai quasi del tutto esaurito.
Vourkari, il porto dei pescatori e degli yacht
Sulla costa settentrionale, poco distante dal porto principale di Korissia, si trova Vourkari, un villaggio di pescatori diventato negli ultimi decenni un piccolo approdo alla moda per le imbarcazioni private che d'estate risalgono l'Egeo. Il lungomare, con le sue taverne di pesce una accanto all'altra, mantiene comunque un'atmosfera informale, lontana dal lusso ostentato di altri porti cicladici. Da qui si cammina in pochi minuti fino al sito archeologico di Ayia Irini, e l'insieme di storia, mare e buona cucina ne fa una delle basi più comode per chi visita la parte settentrionale dell'isola.
Ayia Irini, un insediamento dell'età del Bronzo
Proprio accanto a Vourkari, su un piccolo promontorio, sorgono i resti di Ayia Irini, uno degli insediamenti dell'età del Bronzo più importanti di tutto l'Egeo settentrionale. Scavato a partire dagli anni Sessanta dalla Scuola Americana di Studi Classici, il sito ha restituito un abitato fortificato attivo già nel III millennio a.C., con edifici a più piani, un tempio in uso ininterrotto per oltre mille anni e frammenti di affreschi che rivelano contatti stretti con la civiltà minoica di Creta e con Akrotiri a Santorini. Le rovine, oggi visitabili liberamente, restano meno note al grande pubblico rispetto ad altri siti archeologici delle Cicladi, ma rappresentano una delle testimonianze più preziose sui rapporti commerciali dell'Egeo preistorico.
Karthaia, la città antica affacciata sul mare
Sulla costa sud-orientale, in una baia isolata raggiungibile solo a piedi o in barca, si trovano i resti di Karthaia, la più importante delle quattro antiche città-stato di Kea. Il sito, esteso su più terrazze digradanti verso il mare, conserva tracce di un tempio dedicato ad Apollo, di uno dedicato ad Atena e di un teatro, oltre a parti delle mura difensive. L'assenza di accesso stradale diretto ha paradossalmente protetto Karthaia dallo sviluppo urbano, lasciandola in un contesto naturale quasi intatto: raggiungerla richiede un'escursione di circa un'ora e mezza lungo un sentiero panoramico, ricompensata da uno dei siti archeologici più suggestivi e meno affollati delle Cicladi.
Le spiagge di Kea
- Otzias, baia ampia e riparata a pochi minuti da Ioulida
- Koundouros, insenature frastagliate con acque calme, popolari tra le famiglie
- Pisses, la spiaggia sabbiosa più estesa dell'isola, circondata da uliveti
- Gialiskari, piccola e appartata vicino a Vourkari
Sapori di Kea: loza, miele e amigdalota
La cucina di Kea unisce influenze rurali e la vicinanza all'Attica. Tra i prodotti tipici spicca la loza, un salume di maiale affumicato e speziato con vino rosso, spesso servito come antipasto. Il miele di timo, raccolto sulle colline dell'entroterra, è considerato tra i migliori delle Cicladi grazie alla ricca macchia mediterranea che circonda i villaggi. Tra i dolci, gli amigdalota, morbidi bocconcini di mandorla ricoperti di zucchero a velo, si trovano nelle pasticcerie di Ioulida in occasione di feste e matrimoni. Nei porticcioli di Vourkari e Korissia, la tradizione della pesca si traduce in taverne dove il pescato del giorno viene servito con semplicità, accompagnato dai vini locali.
Quando andare a Kea
Grazie alla vicinanza ad Atene, Kea è frequentata soprattutto nei fine settimana estivi dai greci, mentre nei giorni feriali resta più tranquilla anche in piena stagione. Il periodo migliore va da maggio a ottobre, con giugno e settembre ideali per chi vuole camminare lungo i sentieri lastricati senza il caldo eccessivo di luglio e agosto. L'isola, essendo raggiungibile in poco più di un'ora di traghetto, si presta anche a soggiorni brevi o a visite fuori stagione nei mesi primaverili e autunnali, quando la fioritura della macchia mediterranea rende ancora più piacevoli le camminate verso Karthaia o Ayia Irini.
Domande frequenti
Come si arriva a Kea?
Kea ha un aeroporto?
Quanto tempo serve per visitare Kea?
Si può visitare Ioulida in auto?
È adatta a una gita di un giorno da Atene?
Kea è adatta alle famiglie con bambini?
Come arrivare
- Nessun aeroporto sull'isola; l'aeroporto più vicino è quello di Atene, da cui si prosegue in auto o bus fino al porto di Lavrio
- Da Atene si raggiunge il porto di Lavrio in circa un'ora d'auto lungo la costa sud-orientale dell'Attica, da cui partono i traghetti per Korissia.
- Nei weekend estivi i traghetti da Lavrio sono presi d'assalto dagli ateniesi: prenotare con anticipo, soprattutto se si viaggia con l'auto al seguito.
Perfetto per
Ayia Irini e Karthaia raccontano l'isola fin dall'età del Bronzo, per chi ama la storia lontana dai grandi flussi turistici.
La rete di sentieri lastricati che attraversa boschi di quercia e terrazzamenti rende Kea una delle mete escursionistiche più interessanti delle Cicladi.
A un'ora di traghetto da Lavrio, è la Ciclade ideale per un weekend o una gita fuori porta dalla capitale.
Spiagge riparate come Koundouros e Pisses, con acque calme adatte anche ai bambini.
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