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Amorgos

Nell'estate del 1988 una troupe cinematografica francese sbarcò ad Amorgos per girare le sequenze finali de Le Grand Bleu, il film...

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Nell'estate del 1988 una troupe cinematografica francese sbarcò ad Amorgos per girare le sequenze finali de Le Grand Bleu, il film di Luc Besson sulla vita del sub Jacques Mayol. Cercavano un luogo che sembrasse ai margini del mondo conosciuto, e lo trovarono proprio qui, nella più orientale delle Cicladi, dove il monastero di Panagia Hozoviotissa sembra letteralmente incollato alla parete di roccia bianca che precipita nel mare. Da allora il film ha portato a quest'isola una fama che i suoi abitanti non avevano mai cercato: Amorgos resta un lembo di terra stretto e allungato, quaranta chilometri di costa frastagliata, due soli porti (Katapola e Aigiali) e un entroterra di montagne brulle attraversate da sentieri che collegano villaggi rimasti quasi immutati nei secoli. Le prime tracce di insediamento risalgono all'età del Bronzo, quando l'isola faceva parte della rete commerciale delle Cicladi; oggi la vita si concentra ancora attorno alla pesca, alla pastorizia e a un turismo che privilegia camminate ed escursioni in barca rispetto alla vita da spiaggia. Chi arriva ad Amorgos cercando le atmosfere del film di Besson trova qualcosa di più profondo: un'isola che ha fatto della propria asprezza un'identità, dove il monastero millenario e le acque profondissime che la circondano bastano a spiegare perché fosse il posto perfetto per raccontare l'ossessione umana per il blu.

Aggiornato il 10 luglio 2026

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Il racconto

La storia di Amorgos

Dalle prime civiltà cicladiche al ducato veneziano

Amorgos fu abitata fin dall'età del Bronzo, come testimoniano i resti di insediamenti proto-cicladici scoperti sull'isola, ma la sua fase di maggiore importanza nell'antichità coincide con il periodo arcaico e classico, quando ospitava tre città-stato autonome: Minoa, Arkesine ed Aigiale, ciascuna con la propria acropoli e il proprio porto. In epoca bizantina l'isola acquisì un ruolo religioso crescente, culminato nella fondazione del monastero di Hozoviotissa nell'XI secolo. Con la quarta crociata e la nascita del ducato veneziano dell'Egeo, Amorgos passò sotto il controllo dei Ghisi e poi dei Sanudo, subendo come tutte le Cicladi minori le incursioni dei pirati barbareschi, che costrinsero a lungo la popolazione a rifugiarsi nell'entroterra collinare invece che lungo le coste.

Il monastero di Panagia Hozoviotissa

Fondato secondo la tradizione nel 1088 per volontà dell'imperatore bizantino Alessio I Comneno, il monastero di Panagia Hozoviotissa è uno dei più antichi della Grecia ancora attivi. Si erge letteralmente incastrato in una parete calcarea a circa trecento metri sul livello del mare, un edificio bianco alto e stretto di nove piani che sembra prolungare la roccia stessa. La leggenda vuole che la sua icona sia arrivata via mare dalla regione di Chozeva, in Palestina, sospinta dalle onde fino alla costa sottostante. Oggi vi risiedono pochi monaci, che accolgono i visitatori rispettando un rigido codice di abbigliamento, offrendo un bicchiere di liquore locale e raccontando la storia del luogo a chi affronta la ripida scalinata che porta all'ingresso.

Chora, il capoluogo nascosto nel castello veneziano

La Chora di Amorgos si sviluppa dentro e attorno ai resti di un castello veneziano del XIII secolo, arroccata su uno sperone roccioso che domina sia Katapola sia il monastero di Hozoviotissa in lontananza. Le case bianche si stringono in un dedalo di vicoli pedonali dove svettano ancora alcuni mulini a vento in pietra, oggi silenziosi ma un tempo cruciali per la macinazione del grano. Le chiese, numerosissime per un paese così piccolo, punteggiano ogni angolo con le loro cupole azzurre, mentre le piazzette ombreggiate diventano al tramonto il ritrovo naturale di abitanti e visitatori.

Katapola, il porto principale e l'antica Minoa

Katapola si allunga attorno a una baia profonda e riparata, il porto storicamente più importante dell'isola, con un lungomare di taverne di pesce e barche da pesca ormeggiate fianco a fianco a piccoli yacht. Alle sue spalle, sulla collina di Moudoulia, si trovano i resti dell'antica città di Minoa, fondata da coloni cretesi e attiva fino all'epoca romana: oggi restano tracce delle mura, di un ginnasio e di un tempio dedicato ad Apollo Pizio, in un sito panoramico che pochi visitatori raggiungono nonostante la vicinanza al paese.

Aigiali e i villaggi di montagna, Tholaria e Langada

Sul versante nord-orientale dell'isola si apre Aigiali, secondo porto di Amorgos, con una spiaggia di sabbia più ampia rispetto a Katapola e un'atmosfera più informale. Da qui parte una rete di sentieri che sale verso Tholaria e Langada, due villaggi di montagna costruiti in terrazze sulle pendici che dominano la baia, collegati da un percorso escursionistico che attraversa uliveti e piccole cappelle bianche. Sono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato a qualche decennio fa, con anziani seduti fuori dalle porte di casa e taverne a conduzione familiare che servono ciò che hanno cucinato quel giorno.

Agia Anna e le riprese de Le Grand Bleu

Ai piedi del sentiero che scende dal monastero di Hozoviotissa si trova la piccola spiaggia di Agia Anna, un fazzoletto di ciottoli e acqua turchese incassato tra le rocce, reso celebre dalle scene subacquee de Le Grand Bleu di Luc Besson. È qui che la troupe ambientò parte delle riprese dedicate al personaggio ispirato al sub Jacques Mayol, sfruttando la trasparenza e la profondità immediata delle acque circostanti. La spiaggia resta piccola e priva di servizi, raggiungibile a piedi dal sentiero del monastero o in barca da Katapola, ma continua ad attirare ogni anno appassionati del film in cerca dell'atmosfera vista sullo schermo.

Il relitto della Olympia

Al largo della costa, non lontano dall'isolotto di Nikouria, giace il relitto della Olympia, una piccola nave da carico affondata alla fine degli anni Settanta e diventata negli anni una delle attrazioni subacquee più note dell'Egeo, resa ancora più celebre dal suo utilizzo cinematografico nelle sequenze di immersione del film di Besson. Adagiato su un fondale relativamente accessibile, il relitto è oggi meta di uscite in barca e immersioni organizzate da diving center locali, che accompagnano i visitatori a esplorare la struttura ormai colonizzata da spugne e piccoli pesci, in acque che restano tra le più limpide delle Cicladi.

Montagne a picco sul mare: il paesaggio di Amorgos

Amorgos è dominata dal monte Krikelas, che supera gli ottocento metri e si getta quasi verticalmente nel mare lungo la costa settentrionale, creando un profilo montuoso raro tra le isole cicladiche, di solito più basse e dolci. Le coste alternano falesie imponenti a piccole baie sabbiose, spesso raggiungibili solo via mare o attraverso ripidi sentieri di capre. L'entroterra, arido e battuto dal vento, ospita greggi di capre allevate allo stato semibrado, mentre lungo il celebre sentiero E4, che attraversa l'isola da nord a sud, si incontrano terrazzamenti abbandonati, cappelle isolate e panorami che spaziano fino alle isole minori vicine, Nikouria, Gramvousa e Anydros.

Sapori dell'isola: rakomelo, formaggi e patatato

La cucina di Amorgos è quella essenziale delle isole pastorali: carne di capra cucinata in umido con patate (il celebre patatato), formaggi freschi di capra e pecora prodotti in piccoli caseifici a conduzione familiare, e il rakomelo, distillato di vinaccia scaldato con miele e spezie, servito soprattutto nei mesi più freddi. Nei villaggi di montagna come Langada e Tholaria si trovano ancora forni a legna dove si cuoce il pane tradizionale, mentre le taverne di Katapola e Aigiali propongono pesce appena pescato, spesso semplicemente alla griglia con olio e origano selvatico raccolto sui pendii circostanti.

Esperienze da non perdere ad Amorgos

  • La visita al monastero di Panagia Hozoviotissa, con l'accoglienza tradizionale del liquore offerto dai monaci
  • Il trekking tra Aigiali, Tholaria e Langada lungo i sentieri di montagna
  • Un'uscita in barca per ammirare o immergersi sul relitto della Olympia
  • Il bagno alla spiaggia di Agia Anna, tra le location de Le Grand Bleu
  • Una passeggiata serale tra i vicoli della Chora e i suoi mulini a vento
  • La scoperta dei resti dell'antica Minoa sopra Katapola

Quando andare ad Amorgos

La stagione va da maggio a ottobre, con il periodo migliore concentrato tra giugno e settembre, quando tutti i collegamenti marittimi funzionano a pieno regime e le taverne stagionali sono aperte. Luglio e agosto sono i mesi più caldi e frequentati, soprattutto da escursionisti e appassionati di immersioni, ma anche in piena estate Amorgos resta meno affollata delle Cicladi più centrali. Maggio, giugno e settembre garantiscono temperature ideali per camminare lungo i sentieri di montagna senza il caldo eccessivo, mentre il mare resta balneabile fino a inizio ottobre. In inverno molti collegamenti si riducono drasticamente e diverse attività chiudono per la stagione.

Domande frequenti

Come si arriva ad Amorgos?
Solo via mare: non c'è aeroporto. I traghetti partono dal Pireo (7-10 ore circa) oppure, più rapidamente, si può prendere un volo per Naxos o Santorini e proseguire in traghetto verso Katapola o Aigiali.
Meglio arrivare a Katapola o ad Aigiali?
Dipende dall'itinerario: Katapola è più vicina alla Chora e al monastero di Hozoviotissa, Aigiali è il punto di partenza migliore per i sentieri verso Tholaria e Langada.
Quanti giorni servono per visitare Amorgos?
Tre o quattro giorni permettono di vedere il monastero, la Chora, i due porti e almeno un paio di sentieri escursionistici con calma.
Si può visitare il monastero in qualsiasi orario?
No, Hozoviotissa apre solo in alcune fasce orarie della mattina e del tardo pomeriggio ed è richiesto un abbigliamento coperto, con gonne messe a disposizione all'ingresso per le donne.
L'isola è adatta a chi non ama camminare?
In parte: molte delle attrazioni più belle, dal monastero ai villaggi di montagna, richiedono comunque brevi tratti a piedi su sentieri o scalinate.
Dove si trova parcheggio a Katapola e Aigiali?
Entrambi i porti hanno piccoli parcheggi lungo il molo; nei centri storici pedonali della Chora e dei villaggi di montagna non si può comunque circolare in auto.

Come arrivare

In aereo
  • Nessun aeroporto sull'isola; i più vicini con voli da Atene sono quelli di Naxos e Santorini, da cui si prosegue in traghetto
In auto
  • Si raggiunge esclusivamente via mare, con traghetti dal Pireo verso i porti di Katapola o Aigiali, oppure con collegamenti stagionali più brevi da Naxos, Paros e Santorini.
Consiglio
  • Scegliere il porto di sbarco in base alla zona dell'isola che si vuole visitare per prima: Katapola per il monastero e la Chora, Aigiali per i sentieri di montagna.

Perfetto per

Trekking

Sentieri di montagna collegano villaggi, monastero e coste, tra i più suggestivi delle Cicladi per chi ama camminare.

Cinema e leggenda

L'isola del monastero di Hozoviotissa e delle location de Le Grand Bleu, per chi cerca atmosfere cinematografiche autentiche.

Immersioni

Acque profonde e limpide, relitti come la Olympia e fondali ricchi rendono Amorgos una meta per subacquei esperti.

Autenticità rurale

Villaggi di montagna come Tholaria e Langada custodiscono un modo di vivere lontano dal turismo di massa.

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