Qeparo
Lungo la Riviera Albanese, dove la strada litoranea si arrampica tra ulivi secolari e strapiombi sul mare Ionio, Qeparo si present...
Aggiornato il 8 luglio 2026
In questa stagione · Luglio · Estate
Cosa fare a Qeparo adesso
Il racconto
La storia di Qeparo
Le origini e la storia di Qeparo
Le origini di Qeparo affondano nella storia della regione di Himara, un'area montuosa e costiera che per la sua conformazione impervia ha sempre goduto di una relativa autonomia rispetto ai poteri centrali che si sono succeduti nei Balcani. Le prime testimonianze di insediamenti stabili nella zona risalgono al periodo bizantino, quando le comunità locali si stabilirono sulle alture per proteggersi dalle incursioni provenienti dal mare, scegliendo posizioni difendibili e ben nascoste alla vista di eventuali predoni. Come gran parte dei villaggi della Riviera, anche Qeparo passò sotto l'influenza veneziana in epoca medievale, per poi confrontarsi, a partire dal XV secolo, con l'espansione ottomana nei Balcani.
A differenza di molte altre aree albanesi, gli abitanti di Himara e dei suoi villaggi, Qeparo compreso, mantennero a lungo una condizione di semi-indipendenza, ottenendo privilegi fiscali e amministrativi in cambio della fedeltà formale al sultano, e conservando la propria fede cristiano-ortodossa in un contesto regionale in cui l'islamizzazione avanzava altrove. Questa peculiarità storica spiega la fitta presenza di piccole chiese e cappelle disseminate tra le case in pietra del borgo vecchio, simbolo di un'identità religiosa e culturale difesa nei secoli. Il Novecento, con l'annessione all'Albania moderna, la monarchia di Zog, l'occupazione italiana e poi il regime comunista di Enver Hoxha, portò cambiamenti radicali: molte famiglie lasciarono le case di pietra dell'antico villaggio per trasferirsi più vicino alla costa e alla nuova strada litoranea, dando origine al nucleo abitato che oggi conosciamo come Qeparo i Ri.
Qeparo i Vjetër, il villaggio antico di pietra

Salendo dalla costa lungo una strada tortuosa che si inerpica tra terrazzamenti di ulivi, si raggiunge Qeparo i Vjetër, il cuore storico del paese, oggi quasi del tutto abbandonato ma ancora straordinariamente intatto nella sua struttura urbanistica. Le case, costruite in pietra locale con i caratteristici tetti in lastre di ardesia grigia, si dispongono a gradoni lungo il pendio, collegate da vicoli stretti pensati per ripararsi dal vento e dal sole più che per il passaggio di veicoli, che qui semplicemente non esistevano. Molte abitazioni conservano ancora elementi architettonici tipici delle case fortificate della Riviera: muri spessi, piccole finestre, feritoie che un tempo servivano anche a scopo difensivo.
Passeggiare tra queste case silenziose, con la vegetazione che si insinua tra le pietre e i fichi d'India che colonizzano i cortili abbandonati, restituisce un senso di sospensione quasi malinconico, ma anche un'autenticità che pochi altri luoghi della Riviera possono ancora offrire. Il villaggio vecchio non è un museo a cielo aperto attrezzato per il turismo, ma un luogo reale, spesso silenzioso, che merita una visita rispettosa e a passo lento, magari nelle ore più fresche della giornata, quando la luce radente valorizza la pietra e il panorama sul mare sottostante si apre in tutta la sua ampiezza.
La chiesa e i segni della fede ortodossa
Tra le architetture che caratterizzano il borgo antico spicca la presenza di edifici religiosi legati alla tradizione cristiano-ortodossa, cuore identitario della comunità di Qeparo per tutta l'epoca ottomana. Piccole chiese in pietra, spesso semplici nelle forme esterne ma custodi di icone e affreschi di pregio all'interno, punteggiano il paese vecchio e le campagne circostanti, testimonianza della fede che gli abitanti di Himara difesero anche nei periodi di maggiore pressione verso la conversione. Alcune di queste cappelle sono oggi in stato di abbandono o restauro parziale, altre vengono ancora aperte in occasione delle festività del calendario ortodosso, quando gli antichi abitanti del villaggio, ormai trasferiti altrove o all'estero, tornano per celebrare la ricorrenza del santo patrono.
Questo legame tra fede, pietra e memoria è uno degli aspetti più suggestivi di Qeparo: le chiese del borgo vecchio non sono semplici monumenti da fotografare, ma luoghi che continuano a scandire, almeno una volta l'anno, il ritmo di una comunità dispersa che non ha mai reciso del tutto il filo con le proprie radici. Per chi si concede il tempo di esplorare con calma i vicoli, imbattersi in una di queste cappelle, magari con la porta socchiusa e una candela ancora accesa, è uno dei momenti più autentici che la Riviera Albanese sappia regalare.
Qeparo i Ri e la vita sulla costa

Scendendo verso il mare si incontra Qeparo i Ri, il villaggio nuovo, cresciuto a partire dal secondo Novecento lungo la strada costiera che collega Himara a Borsh e più a sud a Saranda. Qui la vita si è spostata progressivamente dal versante agricolo a quello turistico, pur mantenendo un'anima ancora genuina rispetto a centri più conosciuti della Riviera. Le case moderne, gli piccoli hotel a conduzione familiare e le taverne di pesce si affacciano su una baia di ciottoli chiari, mentre l'ulivo, coltura storica della zona, continua a occupare i terrazzamenti alle spalle dell'abitato, ricordando che l'economia di Qeparo è sempre stata legata tanto al mare quanto alla terra.
La spiaggia principale di Qeparo, ampia e ben esposta, alterna tratti di ciottoli fini a scogli bassi facilmente accessibili, con un mare che digrada dolcemente e assume, nelle giornate serene, quelle tonalità di azzurro e verde smeraldo tipiche del litorale ionico albanese. Rispetto ad altre località più affollate della Riviera, Qeparo i Ri conserva ancora un'atmosfera raccolta, frequentata soprattutto da chi cerca un soggiorno tranquillo, lontano dai grandi flussi turistici estivi che interessano Himara o Dhërmi.
Il paesaggio: tra montagna e mare Ionio
Il territorio di Qeparo racchiude in pochi chilometri due paesaggi profondamente diversi e complementari. Alle spalle del villaggio si innalzano le propaggini meridionali dei Monti Cerauni, catena che corre parallela alla costa e che qui raggiunge quote considerevoli, coperta da macchia mediterranea, boschi di leccio e, più in alto, pascoli d'altura. Questa barriera montuosa ha da sempre isolato la Riviera dall'entroterra albanese, contribuendo a preservarne i tratti culturali e linguistici distintivi, e regala oggi panorami spettacolari a chi percorre i sentieri che dal villaggio vecchio si inerpicano verso le creste.
Verso il mare, il paesaggio cambia radicalmente: uliveti terrazzati digradano fino alla linea di costa, interrotti da valloni e piccoli corsi d'acqua stagionali che nei mesi primaverili portano ancora un po' di verde acceso tra il grigio della pietra. Il litorale, frastagliato e ricco di piccole insenature, offre alternanza di spiagge di ciottoli, scogliere basse e calette più appartate raggiungibili solo a piedi o in barca, molto amate da chi cerca un bagno lontano dagli ombrelloni allineati. L'incontro tra montagna e mare, così ravvicinato e brusco, è probabilmente il tratto distintivo più affascinante dell'intera Riviera Albanese, e Qeparo ne offre uno degli scorci più rappresentativi.
Tradizioni, cucina e vita agricola

La cultura materiale di Qeparo, come quella di tutta la regione di Himara, ruota storicamente attorno a due risorse: l'ulivo e il mare. Gli uliveti secolari che circondano il villaggio producono un olio dal gusto intenso, apprezzato in tutta la Riviera, e ancora oggi molte famiglie, anche quelle emigrate, tornano nei mesi autunnali per la raccolta delle olive, un rito che scandisce il calendario agricolo locale da generazioni. A questa vocazione agricola si affianca quella marinara, con la pesca artigianale che rifornisce le taverne del villaggio nuovo di pesce fresco, cucinato secondo ricette semplici che esaltano la materia prima: grigliate di pesce azzurro, polpo alla brace, insalate condite con l'olio locale e il celebre formaggio feta albanese.
Le feste religiose legate al calendario ortodosso restano l'occasione principale in cui la comunità, dispersa tra Albania, Grecia e le comunità emigrate all'estero, si ritrova a Qeparo, riportando per qualche giorno vita e voci tra le case del borgo vecchio. In queste occasioni non è raro assistere a canti e balli tradizionali della regione di Himara, un patrimonio culturale che mescola influenze greche e albanesi, frutto della posizione di confine culturale che questa fascia costiera ha sempre occupato.
Esperienze da vivere a Qeparo
- Esplorare a piedi i vicoli in pietra di Qeparo i Vjetër, il villaggio vecchio abbandonato sul crinale
- Fare il bagno nella baia di ciottoli di Qeparo i Ri, con vista sul canale di Corfù
- Percorrere i sentieri panoramici tra gli uliveti che collegano il paese vecchio a quello nuovo
- Cercare le calette appartate lungo la costa, raggiungibili a piedi o in barca
- Visitare le piccole chiese ortodosse del borgo antico, quando aperte
- Cenare in una taverna a conduzione familiare con pesce fresco e olio locale
- Ammirare il tramonto dalle alture del villaggio vecchio, con il mare che si tinge d'oro
Quando andare e come vivere Qeparo

Il periodo migliore per visitare Qeparo va da maggio a settembre, quando il clima mediterraneo garantisce giornate calde e soleggiate ideali per il mare, con temperature che nei mesi centrali dell'estate possono farsi piuttosto intense, mitigate però dalla brezza costiera. Giugno e settembre restano le scelte più equilibrate per chi desidera unire il bagno a passeggiate ed escursioni, evitando il pieno affollamento di luglio e agosto che comunque, rispetto ad altre mete della Riviera, qui resta piuttosto contenuto. La primavera, con gli uliveti in fiore e la macchia mediterranea rigogliosa, è invece il momento ideale per chi privilegia il trekking e la visita del borgo antico con temperature più miti.
Qeparo si presta bene a un soggiorno lento: non è un luogo da spuntare in un rapido passaggio, ma un punto di appoggio ideale per esplorare a piccole tappe l'intera Riviera, alternando giornate di mare a escursioni nell'entroterra montuoso. Chi alloggia qui apprezza generalmente la tranquillità e l'autenticità del posto, qualità che vanno di pari passo con un'offerta di servizi più essenziale rispetto ai centri turistici maggiori: proprio per questo motivo Qeparo è particolarmente adatta a viaggiatori indipendenti, amanti della fotografia e della storia locale, e a chi cerca un contatto più diretto con la vita quotidiana della Riviera Albanese.
Domande frequenti
Qeparo i Vjetër e Qeparo i Ri sono lo stesso posto?
Quanto tempo serve per visitare Qeparo?
Come si raggiunge il villaggio vecchio di Qeparo?
Il mare di Qeparo è adatto alle famiglie con bambini?
Dove si parcheggia a Qeparo?
Ci sono ristoranti aperti tutto l'anno a Qeparo?
Come arrivare
- Aeroporto Internazionale di Tirana Madre Teresa, circa 3 ore e mezza di auto
- Aeroporto di Corfù, raggiungibile in traghetto verso Saranda e poi in auto, circa 1 ora dalla costa
- Qeparo si trova lungo la strada statale costiera SH8 che collega Vlorë (Valona) a Sarandë, tra gli abitati di Himara e Borsh; da Valona si impiega circa un'ora e mezza, da Sarandë circa 40 minuti, percorrendo un tracciato panoramico ma tortuoso.
- La strada costiera è spettacolare ma stretta e con molte curve: meglio guidare con calma, evitare le ore più calde per il tratto verso il villaggio vecchio e fare rifornimento di carburante prima di lasciare i centri principali, poiché i distributori lungo la Riviera non sono frequenti.
Perfetto per
Una baia di ciottoli con acque turchesi e calette appartate raggiungibili a piedi o in barca, ideali per chi cerca un litorale ancora poco affollato.
Il villaggio abbandonato di Qeparo i Vjetër racconta secoli di resistenza culturale e religiosa della comunità di Himara sotto le diverse dominazioni.
I sentieri tra uliveti e pendici montane collegano borgo vecchio e costa, regalando panorami ampi sul canale di Corfù.
Olio d'oliva locale, pesce fresco e formaggi tradizionali serviti nelle taverne familiari del villaggio nuovo.
Le case di pietra silenziose del borgo antico, illuminate dalla luce radente del tramonto, sono tra gli scorci più suggestivi della Riviera.
Da vedere
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