Palasë
Palasë è uno di quei luoghi che sembrano esistere fuori dal tempo: un piccolo borgo aggrappato ai fianchi del Monte Çika, sospeso...
Aggiornato il 8 luglio 2026
In questa stagione · Luglio · Estate
Cosa fare a Palasë adesso
Il racconto
La storia di Palasë
Storia e origini di un borgo di montagna
Le pendici del Monte Çika e la costa sottostante sono abitate fin dall'antichità: l'intera area della Riviera Albanese, con la vicina Oricum sul golfo di Valona, rientrava nella sfera dell'Epiro e conobbe la presenza greca, illirica e poi romana lungo le rotte che collegavano l'Adriatico allo Ionio. Palasë, come gli altri villaggi di quest costa, si è sviluppata come piccolo insediamento agro-pastorale, arroccato in quota per sfuggire ai pirati e più facilmente difendibile che la fascia litoranea. Nei secoli è passata sotto il dominio bizantino, poi sotto varie signorie locali e infine sotto l'Impero Ottomano, che ha lasciato tracce nell'organizzazione delle terre e nella diffusione della coltivazione dell'ulivo su larga scala. Per gran parte del Novecento, sotto il regime comunista di Enver Hoxha, l'intera Riviera è rimasta una zona chiusa e militarizzata, tagliata fuori dal mondo: un isolamento che, paradossalmente, ha preservato intatti paesaggio, architettura e tradizioni fino ai giorni nostri.
Il Passo di Llogara, la porta della Riviera

Chiunque raggiunga Palasë da nord attraversa inevitabilmente il Passo di Llogara (Qafa e Llogarasë), a oltre 1000 metri di quota: un susseguirsi di tornanti scavati nella roccia che in pochi chilometri portano dal clima temperato dell'entroterra al caldo mediterraneo della costa. È uno dei tratti stradali più spettacolari dei Balcani, con lo sguardo che spazia dai boschi di pino nero fino al blu intenso dello Ionio, alla penisola di Karaburun e, nelle giornate più limpide, alla sagoma di Corfù all'orizzonte. Il valico segna anche il confine climatico e paesaggistico tra l'Albania interna e la Riviera vera e propria: superarlo, scendendo verso Palasë e Dhërmi, significa entrare in un altro mondo fatto di ulivi, fichi d'India e case di pietra a picco sul mare.
Il Parco Nazionale di Llogara
Il territorio a monte di Palasë ricade in gran parte nel Parco Nazionale di Llogara, istituito per proteggere una delle aree forestali più integre del paese: foreste di pino nero e di faggio, pascoli d'alta quota e una fauna che include volpi, caprioli e numerose specie di rapaci, tra cui l'aquila reale, spesso avvistata planare sulle termiche che risalgono dal mare. È un parco pensato per essere attraversato lentamente, con sentieri che si inerpicano tra i pini fino a punti panoramici mozzafiato, aree pic-nic ombreggiate e, nei mesi estivi, la possibilità di lanciarsi in parapendio da alcuni dei punti più alti, planando dritti sopra la costa fino ad atterrare quasi in spiaggia. Per chi ama camminare, è la naturale prosecuzione, verso l'alto, dell'esperienza che Palasë offre verso il basso, sul mare.
La spiaggia e il canyon di Gjipe

La ragione per cui il nome di Palasë compare oggi in molte guide di viaggio ha un nome preciso: Gjipe, la spiaggia e il canyon che si raggiungono con un'escursione a piedi partendo proprio dai dintorni del villaggio. Il sentiero scende lungo pareti di roccia calcarea alte decine di metri, strette a formare un vero e proprio canyon scavato nei millenni dal torrente omonimo, fino ad aprirsi improvvisamente su un arco di ciottoli bianchi e acqua trasparente, incastonato tra due promontori e privo di accesso carrozzabile diretto. È diventata una meta di culto per viaggiatori indipendenti e camperisti, con un piccolo campeggio informale che nei mesi estivi ospita tende e furgoni, ma resta, fuori stagione, un luogo di una quiete quasi assoluta.
Gli uliveti secolari, l'anima agricola del borgo
Scendendo dal passo verso il paese, il paesaggio è dominato da terrazzamenti di ulivi che in alcuni tratti raggiungono dimensioni e tronchi contorti tipici di piante plurisecolari, testimonianza di una coltivazione ininterrotta fin dall'epoca ottomana e probabilmente anche prima. L'olivicoltura resta ancora oggi l'attività che scandisce il calendario di Palasë: la raccolta, tra ottobre e dicembre, coinvolge intere famiglie e produce un olio dal sapore intenso, poco raffinato nei metodi ma ricco di carattere, che si trova nei piccoli frantoi locali e sulle tavole di tutta la Riviera. Camminare tra questi oliveti, con il mare che si intravede tra i rami argentati, è di per sé una delle esperienze più autentiche che il borgo possa offrire.
Il villaggio e l'architettura in pietra

Il nucleo abitato di Palasë conserva l'impianto tipico dei villaggi della Riviera: case basse costruite in pietra locale, tetti in coppi o in lastre di ardesia, vicoli stretti che seguono la pendenza del terreno e piccole chiese ortodosse che testimoniano la lunga storia religiosa di questa parte di costa, a lungo abitata da comunità di rito greco-ortodosso legate culturalmente all'area dell'Epiro. Non ci sono grandi monumenti isolati da visitare quanto piuttosto un tessuto urbano coerente, da percorrere lentamente: è l'insieme, più del singolo edificio, a raccontare secoli di vita di montagna a picco sul mare, con l'economia domestica basata su ulivo, capre e un po' di pesca costiera.
La costa e le calette nascoste
A differenza delle spiagge più ampie e attrezzate di Dhërmi o Himara poco più a sud, il litorale sotto Palasë è fatto soprattutto di calette raggiungibili solo a piedi o in barca, incastonate tra speroni di roccia calcarea che scendono a picco nell'acqua. Il fondale è quasi sempre ciottoloso o roccioso, l'acqua limpida fin dai primi metri, ideale per lo snorkeling lungo le pareti sommerse. Sono luoghi che premiano chi ha voglia di camminare un poco o di noleggiare un piccolo gommone da Dhërmi: in cambio restituiscono un'intimità con il mare che sulle coste più affollate della Riviera è ormai difficile da trovare, specialmente nei mesi di luglio e agosto.
Tradizioni, sapori e cultura popolare

La cucina di Palasë è quella semplice e sincera dei villaggi costieri di montagna: pesce alla griglia appena pescato, olio d'oliva locale versato senza risparmio, formaggi di capra stagionati nei mesi estivi, verdure di orto e pane cotto al forno a legna. Nei piccoli ristoranti a conduzione familiare, spesso poco più di una terrazza affacciata sul mare, si mangia quello che il giorno offre, con menù che cambiano stagione per stagione. Le feste religiose ortodosse, legate al calendario delle chiese del paese, restano ancora oggi momenti di ritrovo comunitario, mentre la musica e i canti polifonici tipici di questa fascia costiera dell'Albania meridionale, di ascendenza epirota, continuano a essere trasmessi in famiglia più che sui palchi turistici.
Quando andare a Palasë
Il clima mediterraneo regala a Palasë estati calde e asciutte, ideali per il mare ma anche più affollate lungo la costa nei mesi di luglio e agosto, quando la Riviera Albanese vive il picco della stagione turistica. La primavera, da aprile a giugno, e il primo autunno, settembre e i primi di ottobre, offrono temperature più miti, sentieri meno battuti, acqua ancora calda e la possibilità di godersi il Passo di Llogara e il trekking verso Gjipe senza il caldo intenso di piena estate. L'inverno, più piovoso e ventoso in quota, riduce drasticamente i servizi turistici del borgo, che resta comunque affascinante per chi cerca un'Albania più silenziosa e autentica.
Esperienze da non perdere

- Attraversare il Passo di Llogara al tramonto, con vista su Karaburun e Corfù
- Percorrere a piedi il canyon di Gjipe fino alla spiaggia isolata
- Fare snorkeling lungo le calette rocciose sotto il villaggio
- Passeggiare tra gli uliveti secolari nei mesi della raccolta, tra ottobre e dicembre
- Provare un lancio in parapendio dal Parco Nazionale di Llogara
- Cenare a base di pesce fresco in una terrazza affacciata sullo Ionio
- Esplorare i vicoli in pietra del borgo e le piccole chiese ortodosse
Dintorni: Dhërmi, Karaburun e la Riviera
Palasë è un ottimo punto d'appoggio per esplorare l'intera Riviera Albanese: pochi minuti a sud si trova Dhërmi, borgo più sviluppato dal punto di vista turistico con spiagge attrezzate e vita notturna estiva; poco oltre, Himara, sede del comune, e la sua costa più frastagliata; a nord, oltre il golfo di Valona, si staglia la selvaggia penisola di Karaburun, oggi parco marino nazionale, raggiungibile in barca da Orikum o Dhërmi per escursioni tra grotte e calette pressoché disabitate. Chi soggiorna a Palasë può quindi alternare l'atmosfera raccolta del villaggio a giornate nei centri più animati della costa, restando comunque a distanza di pochi chilometri da entrambi i mondi.
Domande frequenti
Come si raggiunge Palasë?
Quando è il periodo migliore per visitare Palasë?
Cosa vedere a Palasë in un giorno?
Dove si parcheggia per raggiungere la spiaggia di Gjipe?
Quanto tempo conviene restare a Palasë?
È adatto a famiglie con bambini?
Come arrivare
- Aeroporto Internazionale di Tirana Nënë Tereza, circa 3 ore d'auto
- Da Valona si segue la SH8 verso sud attraversando il Passo di Llogara (circa 40-45 minuti da Valona a Palasë); da Saranda si percorre la stessa SH8 verso nord passando per Himara e Dhërmi.
- La strada del Passo di Llogara è panoramica ma tortuosa: meglio percorrerla con calma, evitando le ore più calde in piena estate quando il traffico verso le spiagge della Riviera aumenta sensibilmente.
Perfetto per
Calette rocciose e acqua trasparente lontane dalla folla, ideali per snorkeling e bagni tranquilli.
Il canyon di Gjipe e i sentieri del Parco di Llogara regalano camminate spettacolari tra montagna e mare.
Foreste di pino nero, uliveti secolari e panorami sulla penisola di Karaburun.
Pesce fresco, olio d'oliva locale e cucina semplice dei villaggi della Riviera.
Parapendio dal Passo di Llogara e campeggio libero vicino alla spiaggia di Gjipe.
Da vedere
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