Orikum
Dove la piana di Vlorë smette di essere pianura e le montagne della Ceraunia cominciano a tuffarsi nello Ionio, sorge Orikum: un p...
Aggiornato il 8 luglio 2026
Il racconto
La storia di Orikum
Le origini di Oricum, tra Illiri e Greci
Il nome di Orikum affonda le radici nell'antica Oricum, uno scalo che le fonti greche facevano risalire, per leggenda, ai naviganti giunti dalla Colchide sulle tracce degli Argonauti e che, stanchi dell'inseguimento, si stabilirono su questa sponda. Al di là del mito, l'area era abitata da tribù illiriche legate al mondo caonio ed epirota, e divenne presto un porto conteso tra Illiri e coloni greci affacciati sull'Adriatico meridionale. La sua posizione, riparata all'imboccatura del golfo di Vlorë e protetta dalla penisola di Karaburun, ne fece uno scalo naturale lungo le rotte che collegavano la Grecia all'Italia, tappa obbligata per chi doveva attraversare il canale d'Otranto nel punto più stretto tra le due sponde del Mediterraneo.
Il nome di Oricum entra nella grande storia romana nel 48 a.C., quando Giulio Cesare, eludendo la flotta pompeiana che presidiava l'Adriatico, sbarcò sulle coste dell'Epiro proprio nei pressi di questo porto per dare battaglia a Pompeo e portare la guerra civile in Oriente. Oricum si arrese quasi senza combattere, e divenne base d'appoggio per le operazioni che di lì a poco avrebbero portato all'assedio di Durazzo e alla decisiva Farsalo. Le cronache dell'epoca, a partire dai resoconti dello stesso Cesare, raccontano di una città strategica, dotata di arsenali e di un porto capace di ospitare intere flotte: un ruolo che Orikum, silenziosamente, ha giocato per secoli come cerniera tra il mondo greco e quello italico.
Il sito archeologico e il borgo di oggi

Dell'antica città rimangono tratti di mura, i resti di un piccolo teatro e testimonianze di una basilica paleocristiana con pavimenti musivi, scoperta nei dintorni e segno della vitalità che l'insediamento mantenne anche in epoca bizantina, quando la costa era snodo di traffici tra Costantinopoli e l'Occidente. Si tratta di un'area archeologica ancora poco battuta dai grandi flussi turistici, dove la vegetazione mediterranea si è ripresa gran parte degli spazi e le pietre affiorano tra rovi e ulivi selvatici: un fascino discreto, per chi ama immaginare più che vedere già tutto ricostruito. Il moderno abitato di Orikum, cresciuto poco distante, resta un villaggio raccolto, con case basse, un lungomare informale e l'atmosfera tranquilla di chi vive di pesca e, sempre più, di turismo stagionale.
La Laguna di Orikum
Alle spalle della spiaggia si apre la Laguna di Orikum, uno specchio d'acqua salmastra separato dal mare da un cordone sabbioso e alimentato da acque dolci che scendono dalle colline retrostanti. È un ambiente di transizione prezioso, rifugio per aironi, folaghe e, nei periodi di passo, per uccelli migratori che sostano lungo la rotta adriatica; la vegetazione alofila che la circonda, resistente al sale, compone un paesaggio piatto e luminoso, ben diverso dalle montagne che si vedono poco più a sud. Per i pescatori locali la laguna è sempre stata fonte di cefali e anguille, pescati con tecniche tradizionali che sopravvivono ancora, in scala ridotta, accanto alla pesca d'altura praticata nel golfo aperto.
La spiaggia e la Marina di Orikum

La spiaggia di Orikum si allunga per alcuni chilometri di sabbia chiara e ciottoli fini, orlata da una pineta che offre ombra naturale nelle ore più calde e digrada dolcemente in un mare poco profondo, adatto anche alle famiglie. Accanto alla spiaggia sorge la Marina di Orikum, uno dei porti turistici più attrezzati dell'intera costa albanese, capace di ospitare imbarcazioni da diporto e diventato negli ultimi anni punto di riferimento per chi risale o discende in barca la Riviera. Da qui partono anche le escursioni verso le insenature più isolate della penisola di Karaburun, raggiungibili solo dal mare o con lunghe camminate, e il paese funge da base comoda per chi vuole esplorare il golfo di Vlorë senza rinunciare a servizi e comfort.
Il valico di Llogara e le acque protette di Karaburun
Da Orikum la strada statale comincia a inerpicarsi verso il Passo di Llogara, a oltre mille metri di quota, dove il Parco Nazionale omonimo custodisce boschi di pino nero, faggio e ginepro affacciati a picco sullo Ionio: in pochi tornanti si passa dal clima mediterraneo del golfo a un'aria quasi alpina, con punti panoramici da cui lo sguardo abbraccia le montagne della Ceraunia e la costa che scende verso Dhërmi e Himarë. Superare Llogara significava storicamente lasciarsi alle spalle il golfo di Vlorë per entrare nella Riviera più isolata. Di fronte a Orikum, a chiudere lo stesso golfo, si stende invece la penisola disabitata di Karaburun e, poco oltre, l'isola di Sazan, per decenni base militare chiusa e perciò rimasta pressoché intatta: insieme danno il nome al Parco Marino Nazionale di Karaburun-Sazan, il primo istituito in Albania, con fondali spettacolari, grotte sommerse e la Baia di Grama, dove generazioni di marinai hanno inciso nella roccia calcarea nomi e simboli fin dall'antichità.
Tradizioni, sapori e la vita del borgo

La cucina di Orikum resta legata al mare e alla campagna circostante: pesce alla griglia appena sbarcato, cozze e frutti di mare del golfo, olio d'oliva delle colline di Vlorë e formaggi freschi che accompagnano le tavolate estive nei piccoli ristoranti a conduzione familiare lungo la spiaggia. Rispetto alle località più mondane della Riviera, Orikum conserva un ritmo lento, quasi domestico, scandito dal rientro delle barche al tramonto e dalle sere passate tra la marina e il lungomare. La stagione migliore per visitarla va da fine maggio a settembre per il mare, mentre la primavera e l'inizio dell'autunno regalano condizioni ideali per camminare a Llogara e per esplorare Karaburun senza l'affollamento e il caldo di agosto.
- Passeggiare tra i resti dell'antica Oricum, immaginando lo sbarco di Cesare
- Fare il bagno sulla spiaggia sabbiosa affacciata sul golfo di Vlorë
- Prenotare un'escursione in barca verso la Baia di Grama e le grotte di Karaburun
- Salire al Passo di Llogara per il panorama sulla Riviera e sullo Ionio
- Osservare gli uccelli migratori nella Laguna di Orikum all'alba
- Cenare a base di pesce fresco in uno dei ristoranti sul lungomare
Domande frequenti
Come si arriva a Orikum?
Qual è il periodo migliore per visitare Orikum?
Cosa vedere a Orikum in un solo giorno?
Dove si può parcheggiare?
Orikum è adatta a famiglie con bambini?
Si possono fare immersioni o snorkeling?
Come arrivare
- Aeroporto Internazionale di Tirana Madre Teresa, circa 150 km e 2 ore e mezza d'auto
- Da Tirana si segue la statale verso Fier e Vlorë, poi la costiera SH8 fino a Orikum (circa 15 minuti da Vlorë); da sud si arriva superando il Passo di Llogara lungo la stessa SH8, provenendo da Himarë e Dhërmi.
- Prenotare le escursioni in barca verso Karaburun e la Baia di Grama al mattino presto, quando il mare è più calmo; in alta stagione conviene evitare i weekend di agosto per traffico e affollamento sulla spiaggia.
Perfetto per
Spiaggia sabbiosa, marina attrezzata e acque protette da esplorare in barca o snorkeling.
L'antica Oricum, tra leggenda greca e la guerra civile romana di Cesare e Pompeo.
La laguna con la sua avifauna e il Parco Nazionale di Llogara alle porte del paese.
Trekking al valico di Llogara e uscite in barca verso le grotte di Karaburun.
Pesce fresco, olio locale e cucina di mare nei ristoranti a conduzione familiare.
Da vedere
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